Domenica 22 Ottobre 2017 | 22:43

Hermann Nitsch

L’arte come disgusto
e raccapriccio

Il padre dell'Azionismo Viennese torna in Romagna

L’arte come disgusto e raccapriccio

La galleria FaroArte di Marina di Ravenna gli dedica una retrospettiva importantissima che si inaugura sabato 15 aprile.


RAVENNA. Uno dei massimi avanguardisti dell’arte contemporanea mondiale, fondatore dell’Azionismo Viennese, tra i più discussi artisti viventi, radicale, sconcertante, controverso, estremo. Tutto questo, e molto di più, è Hermann Nitsch, a cui la galleria FaroArte di Marina di Ravenna dedica una retrospettiva importantissima che si inaugura sabato 15 aprile (ore 17.30). «Si tratta di un evento eccezionale – sottolinea Pericle Stoppa dell’associazione Capit, che organizza l’esposizione – realizzata solo grazie all’amicizia personale del nostro socio Franco Bertaccini con l’artista. Nitsch espone solo in musei e grandi spazi, averlo di nuovo a Marina di Ravenna, dove nel 2007 allestimmo una sua personale al Park Hotel, è una soddisfazione enorme».


Quattro sezioni
La mostra, dal titolo provocatorio “La crudeltà nell’arte”, sarà divisa in quattro sezioni tematiche che racconteranno le varie sfaccettature dell’opera nitschiana, sia tramite vere e proprie opere pittoriche singole (tra cui quella, splendida, di proprietà del Mar di Ravenna) provenienti da collezioni private o facenti parte del materiale d’archivio della Fondazione Nitsch, sia grazie alle fotografie che illustrano le sue performance e agli oggetti utilizzati durante le varie “aktionen”.
«Il percorso espositivo intende raccontare Nitsch sia come artista che come uomo – illustra Linda Guerrini, curatrice della mostra insieme a Bertaccini – anche tramite testimonianze di chi l’ha conosciuto, che ho raccolto in un video-documentario. E con buona probabilità lo stesso Nitsch riuscirà a trovare la possibilità di venire a Marina di Ravenna durante il periodo della mostra».


L’artista
Nato a Vienna nel 1938, Hermann Nitsch incarna un’arte fortemente influenzata dalla sua ammirazione per autori e artisti come De Sade, Nietzsche, Freud e Artaud. Nel suo manifesto puntualizza come le sue azioni debbano suscitare nello spettatore disgusto e ribrezzo, al fine di innescare una controreazione di catarsi e purificazione. Il suo lavoro trova la massima espressione nel “Teatro delle orge e dei misteri”, opera d’arte totale che si riferisce, come già suggerisce il nome, alle orge dionisiache dell'antichità e alla tradizione teatrale medievale del “Teatro dei misteri”.


Arte come azione
«Con l’Azionismo Viennese Nitsch compie un’evoluzione radicale – spiega lo storico dell’arte Claudio Spadoni, autore di un saggio critico presente nel catalogo della mostra – passando dall’arte intesa come rappresentazione pittorica a quella intesa come azione vera, è il “teatro della crudeltà” di Artaud proiettato in chiave arti visive. Hermann Nitsch è un artista-filosofo. C’è un’idea del sacro che l’artista rianima e celebra: il sacro inteso etimologicamente come attributo sacrificale, e che può richiamare anche ciò che è maledetto, esecrabile, crudele appunto, come recita il titolo dell’esposizione».


Una scommessa
Discusso e controverso, si diceva, perché Nitsch cerca di insinuarsi nel subconscio del singolo colpendolo con immagini di animali sanguinanti e sacrificati in croce, ebbrezza, nudità e sangue. «È per questo – evidenzia l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna, Elsa Signorino – che l’evento rappresenta un’importante scommessa, ponendosi come proposta culturale non scontata, complessa e tuttavia di grande densità e spessore».
Fino al 4 giugno, capitra.it

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