Libri

La Romagna autentica attraverso il racconto di chi la ama

Cristina Casadei racconta "Un anno in Romagna" , lavora già al secondo volume

La Romagna autentica attraverso il racconto di chi la ama

BERTINORO. Il gusto del bello, coltivato in Romagna, ogni giorno. Per la conclusione de “I pomeriggi del bicchiere” saranno le atmosfere e i colori caldi dei paesaggi di casa raccontati nel libro “Un anno in Romagna” dai forlivesi Cristina Casadei, Nicole Poggi e Gianluca Naphtalina Camporesi al centro dell’attenzione.

Un’idea di Romagna

La Romagna raccontata così effettivamente non si era mai vista. Quattro stagioni di quotidianità, scorci e luoghi noti, ma forse nemmeno tanto, a chi ci abita dentro o intorno, visti con l’occhio innamorato di chi vorrebbe sempre vedere narrata così la sua terra. «In effetti questa è la Romagna che vorrei. Lo so che lungo la strada non è proprio tutta così, che ci sono anche i capannoni, le brutture, ma sempre lungo la strada prima o poi si incappa nel borgo, nel podere, nel bosco, nella foresta, in angoli di entroterra di assoluta bellezza che forse dovremmo raccontare ai turisti». Cristina Casadei, architetto e ideatrice del libro in cui ha coinvolto la giovane imprenditrice del vino Nicole Poggi e il fotografo Gianluca Camporesi alias Naphtalina, “volta le spalle” alla riviera e riscopre l’interno. «Volevo rendere giustizia a una terra che di turismo potrebbe vivere. Ma non mi interessa l’industria turistica del nostro mare che ha funzionato in passato, su cui poi ci si è adagiati e che ci lascia in eredità soprattutto tonnellate di cemento. Oggi la meta vera è l’entroterra, l’Appennino, la collina», dice l’autrice.

Il caso editoriale

Da tutto questo, un anno esatto fa è nato il libro “Un anno in Romagna”, nella elegante e curatissima edizione della Guido Tommasi editore che sta avendo molto successo, specie all’estero. «Ero partita con un o spirito un po’ internazionale per raccontare la Romagna in un modo che mancava –spiega Cristina Casadei –. Non volevamo fermarci al folclore, questa è una ricerca». Anche le ricette, nel libro ce ne sono una quarantina, entrano a far parte del “paesaggio” naturale e interiore di questo viaggio. «Sono le ricette di mia nonna Lucia e della nonna di Nicole, Maria, le cui mani appaiono anche in foto, ma sono più che altro un pretesto per parlare di legami, identità, memoria. Il cappelletto, ad esempio, non si fa da soli: si fa durante le veglie di Natale, per le giornate importanti, assieme, perché se qualcuno non chiude mentre altri mettono il ripieno, la sfoglia si secca. E comunque tutto quello che c’è in foto lo abbiamo preparato noi... e ce lo siamo anche mangiato!».

Parte seconda

L’editore ha già chiesto il seguito, e gli autori sono già al lavoro per il secondo volume. «Sta andando molto bene, soprattutto all’estero, in effetti eravamo partiti con un’idea abbastanza internazionale – continua Cristina Casadei –. Racconteremo più storie, perché la Romagna ha bisogno di un turismo diverso, più alto, fatto di luoghi autentici, recuperati, storici, non di cemento e mobiletti in formica invariati dagli anni Sessanta. Spero che gli stranieri si appassionino del nostro territorio, come avviene in Toscana. Se portiamo le persone in collina poi andranno anche al mare, magari quello vero, selvaggio, qualche angolo lo abbiamo ancora».

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2017