Giovedì 17 Agosto 2017 | 23:27

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«Sono una scrittrice di romanzi che ama scrivere racconti»

Intervista alla scrittrice portoghese Lidia Jorge

«Sono una scrittrice di romanzi che ama scrivere racconti»

FORLI. Gli “Incontri con l’autore” della Fondazione Cassa dei Risparmi portano a Forlì la scrittrice portoghese Lidia Jorge. L’autrice, considerata capofila della narrativa lusitana contemporanea, presenta in prima assoluta il libro di racconti “Piazza Londra”, appositamente tradotto per la rassegna forlivese da Anabela Ferreira, docente di lingua e cultura portoghese dell’Università di Bologna in Forlì.
Jorge, molti dei racconti di “Piazza Londra” hanno come scenario il Portogallo: un semplice "sfondo" alle vicende?
«Ogni scrittore possiede diversi palcoscenici, e il proprio paese è, solitamente, troppo importante per non esserlo. Il Portogallo è un paese della fantascienza, offre zone di mistero inquietanti, comportamenti umani marginali che mi interessa svelare, rapporti di potere sommersi ereditati dal passato, impronte arcaiche mescolate con altre di grande modernità e che hanno degli effetti sorprendenti nei comportamenti umani. Esiste, sopratutto, un immaginario nascosto, che mi piace raggiungere».
L’appartenere a un luogo “di confine” influenza visione della realtà e modo di scrivere?
«Ma il Portogallo non è un “luogo di confine”: appartenervi significa, anzi, possedere una storia intensa di incroci: con l’Africa, il Sudamerica, la lontana Asia. Ciò che ha influenzato la mia scrittura è questo amalgama di culture che fa sì che la nostra lingua sia parlata da 280 milioni di persone. In Portogallo perciò i temi non sono mai continentali, ma generalmente dell’oltremare… Anche se questa parola oggi è tabù, perché il fascismo, da noi, ne fece una bandiera».
Uno dei racconti è un omaggio a un grande regista turco come Yilmaz Güney: da cosa è nata questa dedica?
«La storia del film “Yol” mi colpì molto. Il film racconta una storia bella e forte: dicono gli psicanalisti, da Freud a Lacan, che noi amiamo solo perché ci immaginiamo amati, come se ogni amore fosse auto-retributivo. Io lo contesto, e la storia raccontata da Güney ne è una prova. Trascorso tanto tempo dalla sua visione, ho scritto il racconto “Profumo” senza pensare a “Yol”: solo dopo ho scoperto che era legato a una cornice impressa nella mia mente. Allora ho ritenuto di dover ringraziare Yilmaz Güney, ovunque egli si trovi ora».
Lei presenterà la traduzione italiana del suo libro in prima nazionale insieme alla sua traduttrice, Annabella Ferreira.
«Sono una scrittrice di romanzi che ama scrivere racconti perché, per brevità e ritmo, camminano tra la poesia e la musica, e sono molto felice che siano stati tradotti e pubblicati. Che le culture si incrocino attraverso la letteratura, l’arte più segreta e meno visiva di tutte, è importante per nutrire i sogni comuni. Così, se qualche lettore leggerà “Piazza Londra”, e se vi troverà una storia che porterà qualcosa alla sua giornata, allora avrò raggiunto il mio obiettivo».
L’incontro, a ingresso libero, si varrà delle letture in italiano e portoghese a cura di Antonella Grifa.
Appuntamento venerdì 3 marzo ore 17, auditorium via Flavio Biondo 16.

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