Giovedì 08 Dicembre 2016 | 01:06

IN MOSTRA

Clementi e Costantini a Modena

Musica e fumetto a braccetto

Clementi e Costantini a Modena

MODENA. La musica diventa disegno, e sulle parole dei testi di Emidio Clementi, versatile scrittore tra poesia e performance, bassista e leader dei Massimo Volume, Gianluca Costantini ha costruito l’avvolgente sequenza di una nuova storia. È stata presentata il 15 febbraio alla Galleria d’arte contemporanea “d406”, con un reading di Clementi, la mostra aperta al pubblico fino all’1 marzo di due diversi progetti dell’affermato disegnatore ravennate: “Untitled Drawing Art” e “Cattive abitudini”, ispirato all’omonimo album della band bolognese. In mostra anche le tavole e i disegni, già raccolte in un libro uscito lo scorso dicembre della Giuda edizioni, con cui Costantini ha interpretato i testi poetici e visionari di Clementi raccolti nel biennio 2009/2010.

“Cattive abitudini” è articolato in dodici composizioni i cui testi di Clementi svolgono la funzione di sceneggiatura per i disegni di Costantini. Dodici storie che raccontano ossessioni e peccati di cui sono protagonisti personaggi relegati ai margini della storia, spettri evocati da parole per musica e disegni.

Costantini, nel suo andare “oltre il segno grafico”, perché ha scelto di far divenire disegno la musica?

‹‹Il fumetto è un pentagramma di disegni. I segni, le parole, le vignette si muovono sul pentagramma del libro grazie alle parole musicali di Emidio. Questo susseguirsi lancia un ritmo, una musica disegnata. L’idea di immaginare “Cattive Abitudini” è avvenuta quasi per caso. È il disco più visionario dei Massimo Volume, una bella sfida renderlo visibile. Il mio intento era fare un fumetto musicale, che rispettasse i tempi della canzone››.

Una storia narrata, si legge, ma anche nello stesso tempo di persone ferme “ai bordi del nazionale varietà, della storia narrata della plagiata umanità”…

‹‹È un racconto di tonalità e nostalgie, di personaggi non detti che si muovono con pochi passi. La narrazione è data dal lettore, ognuno aggiunge un pezzo di se e si racconta leggendo››.

I testi di Emidio “Mimì” Clementi smettono di essere parte di una musica, che ciascuno potrà anche in qualche modo sussurrare, e si trasformano in parte integrale di un fumetto che racconta storie che forse abbiamo intuito ma non avevamo visto.

Clementi, quali sono queste ‘Cattive abitudini’?

‹‹La maggior parte dei personaggi del disco è colta in un momento di rottura. La loro vita non è più la stessa. Capita all’uomo elegante e mondano di “La fortuna violata”, al bipolare di “Tra la sabbia dell’oceano”. Forse è questa la cattiva abitudine del disco, stravolgere la quotidianità››.

Musica e fumetto. Due onde creative destinate sempre di più ad incontrarsi?

‹‹Per me è stato abbastanza naturale. Con Gianluca ci incontriamo spesso nei corridoi dell’Accademia di Bologna. Capita di mangiare insieme e di scambiare opinioni. Entrambi utilizziamo le immagini come spunto creativo. È stato sorprendente vedere come un lavoro terminato (intendo il disco), potesse ancora declinarsi in una forma imprevista come il fumetto››.

Ha sottolineato che c’è una generazione che è stata influenzata dalla musica alternativa italiana, e una delle canzoni di questo ultimo lavoro cita Manuel Agnelli, ma che nello stesso tempo ‹‹un intellettuale di oggi non sa nulla della scena di oggi››…

‹‹La musica alternativa italiana vive questa ambivalenza. Più di una generazione è cresciuta con i dischi dei Csi, degli Afterhours, dei Tre allegri ragazzi morti. Lo vedo quando vado ai concerti. Quei gruppi per molti rappresentano la colonna sonora della loro vita. Non c’è però stato, o almeno non m’è parso, un approfondimento critico. Al di là dei giornali specializzati chi si occupa di musica alternativa? Hai mai visto la pagina culturale di un quotidiano soffermarcisi? Chissà, forse è anche meglio così››.

Che significato ha il richiamo al mondo delle utopie, così spesso presente nelle vostre canzoni, da Danilo Dolci al visionario architetto Fueller creatore di forme e macchine particolari?...

‹‹Per arrivare dove quegli uomini sono arrivati non si prende la strada del buonsenso. Si avanza con la follia e l’assurdo, con i sogni e tanta tenacia. Non è fantastico tutto questo?››.

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