Martedì 22 Agosto 2017 | 22:42

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RAPHAEL GUALAZZI

Musica, amore, vita, pace, che altro c’è?

L’intervista: il cantautore in concerto al Carisport di Cesena

Musica, amore, vita, pace, che altro c’è?

CESENA. È un concerto atteso “Love life peace” di Raphael Gualazzivenerdì 23 dicembre sul palco del Carisport di Cesena alle 21, in chiusura della prima parte di un tour coronato da molti sold out. Una passione, quella di Raffaele in arte Raphael, 35 anni, condivisa all’unisono da pubblico e critica.
Nel suo concerto-spettacolo ispirato all’album omonimo, rivela maturità musicale, spazia fra vari generi, interseca suggestioni con piglio professionale e fare virtuosistico. Con lui suona una band di sei autorevoli musicisti, quattro italiani e due francesi, fra cui il batterista cesenate Gianluca Nanni.
L’incipit del concerto rimanda a buoni propositi natalizi; con il suo grido “Love life peace” Raphael riscopre l’intimità di pace e amore attraverso sentimenti per l’amata.
Sono trascorsi nove anni dal Capodanno 2007 quando in un ristorante cesenate, l’attenzione era tutta per un giovane pianista che creava note cariche di brio sotto l’occhio vigile del padre. Oggi Gualazzi si sposta con autonomia, ma sempre con fare umile e grato.
“Love life peace” induce a pensare a qualcosa di bello e di grande, è così Gualazzi?
«Credo sia importante in questo momento porre queste parole alla luce dei riflettori. Pubblicavo l’album nei giorni terribili del Bataclan; per un musicista una strage simile in un importante luogo di musica, è come per un credente una strage in una chiesa. Da qui il titolo dell’album; spesso usiamo parole di terrore e guerra senza renderci ben conto del reale significato».
Oltre a parole simbolo, cosa c’è di nuovo nel suo album?
«Il disco riconferma l’approccio eclettico dei miei album precedenti, il mio sguardo è da sempre rivolto a più generi musicali. Credo sia importante; spaziare offre stimolo compositivo e amplia la visione della musica e, di conseguenza, le sensazioni che si possono esprimere con essa. Il disco possiede pure solidità nel suono, non è semplicemente acustico».
Come si trasformano i brani nel concerto dal vivo?
«Per il tour ho riscritto quasi tutti gli arrangiamenti. I miei musicisti, una sezione fiati e una di ritmica, mi permettono di esprimere il mio approccio eclettico, di sbizzarrirmi. Lo spettacolo live, da me scritto e ideato, aggiunge una gamma di colori nella mia tavolozza».
Esprime pure appeal teatrale?
«Diciamo che ho il gusto di divertirmi con semplicità; grazie a valenti collaboratori posso imparare molto e osservare, stupendomi con il pubblico dei risultati. Sorprendono i giochi di luci e i video. Quello di “L’estate di John Wayne” lo ha realizzato l’esperto Jacopo Rondinelli».
Fra i suoi sei musicisti c’è anche il cesenate Gianluca Nanni.
«È un batterista meraviglioso, così come il fratello Stefano è un pianista eccezionale. Davvero una famiglia meravigliosa; ma ho collaborato anche con altri romagnoli; Max Castri di Rimini, Luca Florian di Cervia, l’Hammond di Michele Guidi…. Degli esordi romagnoli ricordo pure un locale nel centro storico di Rimini diretto da un certo Adriano. Era accogliente e c’era un bel suono».
Ha partecipato di recente a un disco internazionale con jazzisti di fama.
«È stato un onore, unico italiano, essere nella compilation “Jazz loves Disney” con due brani dal “Libro della giungla” (versione inglese). Ero con grandi maestri da Jamie Callum a Gregory Porter, a Nikki Yanofsky…».
Il jazz; con le attuali contaminazioni sta diventando qualcosa di altro?
«Credo che il jazz non sia più soltanto una musica, ma una cultura che ha tanto da insegnare, perché parla di collaborazione, di rispetto, di libertà. La sua improvvisazione è la creazione di qualcosa di inedito, di mai uguale che diventa arte estemporanea. È un insegnamento bellissimo quello della cultura jazz, e secondo me rappresenta il futuro della musica; si ispira alla musica popolare, ma non ha paura di lasciarsi contaminare».
Lei si sente un poco jazz?
«Qualsiasi genere musicale io affronti è sempre pervaso dal jazz; e se non lo è esplicitamente negli album, lo diventa durante i miei concerti dal vivo. Perché penso che ci sia davvero tanto da godere nel mondo musicale del jazz!».


Apertura casse dalle 15, cancelli dalle 19.30.
Info: 0541 785708

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