Venerdì 09 Dicembre 2016 | 08:42

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INTERVISTA A CHIARA LECCA

In lizza per il Premio Cairo la Romagna più “carnale”

L’artista di Modigliana è stata selezionata tra i finalisti

In lizza per il Premio Cairo la Romagna più “carnale”

MODIGLIANA. Un'altra artista romagnola viene selezionata nella pattuglia dei venti under 40 che parteciperanno al Premio Cairo, giunto alla 17ª edizione, un riconoscimento voluto dell’editore Urbano Cairo per valorizzare la giovane arte italiana: in questi 17 anni hanno partecipato al premio 325 artisti e 40 di questi sono poi stati invitati alla Biennale di Venezia.
Quindi, dopo la fotografa e videomaker Silvia Camporesi, tocca ora a Chiara Lecca, che per le sue sculture e installazioni “Tra artificio e realtà” utilizza la tassidermia e materiali di origine animale.
Chiara Lecca si diploma all’Accademia di belle arti di Bologna nel 2005 e nello stesso anno, dopo essere stata selezionata dalla sezione forlivese del Gai (Giovani artisti italiani), prende parte alla Biennale del Mediterraneo tenutasi a Napoli. Partecipa poi a numerose mostre collettive e personali, per esempio al Museo di storia naturale Ottoneum di Kassel e alla Fondazione Ghisla di Locarno.
«E oggi la selezione per il “Premio Cairo” – commenta, ancora un po’ emozionata, Chiara Lecca dalla sua casa di Modigliana –: il frutto di molto lavoro, molte mostre ed esperienze e, fra le altre, la collaborazione dal 2008 con una galleria d’arte di Milano».
Per le sue opere lei utilizza pelli, peli, denti di animali… una scelta molto particolare!
«Una scelta naturale… in tutti i sensi! Abito in campagna, in piccolo paese della collina come Modigliana, e ho sempre vissuto un rapporto stretto con gli animali e la natura: questi materiali appartengono alla nostra vita quotidiana più di quanto ci rendiamo conto e il mio vuole essere uno sguardo laterale a qualcosa a cui siamo assuefatti e che, per questo, non vediamo più. Pellami e carne infatti ci nutrono e ci vestono, ma l’animale scompare in questi oggetti. Invece occorre ricordarsene per essere grati di un dono che viene dalla natura».
Quindi si può dire che ci sia un messaggio animalista nella sua opera?
«Gli artisti non devono dare giudizi o prendere posizioni nette ma insinuare domande: il nostro compito è creare pensieri, creare visioni raccontando il mondo in una maniera che ogni persona può interpretare a seconda del proprio vissuto. L’attenzione alla natura comunque è un punto di cui dobbiamo prendere coscienza ogni giorno, anche per il futuro del pianeta. Per questo uso materiali così… potenti, per portare chi guarda a una tensione e a una riflessione».
Ma è mai successo che qualcuno, a una sua mostra, se ne sentisse disturbato?
«Sì, c’è chi resta turbato, altri sono entusiasti, a seconda del proprio background, ma nessuno rimane neutrale. La mia in qualche modo è una provocazione, che intende suscitare non scandalo ma inquietudine, anche a posteriori rispetto alla visione dell’opera. Siamo bersagliati da moltissimi input e questo spesso ci porta a passare oltre, ma io cerco di fare in modo che lo spettatore si fermi a riflettere sul suo rapporto con gli animali, comprendendo quanto noi umani gli assomigliamo: molto più di quanto vorremmo!».
Dell’opera selezionata per il Premio Cairo ci può dare qualche anticipazione?
«Purtroppo no, deve essere inedita e creata ad hoc e deve rimanere segreta fino al giorno della premiazione, il 9 novembre, quando la giuria presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della omonima Fondazione di Torino, si pronuncerà. Posso solo dire che ho presentato il mio cavallo di battaglia e ne sono molto contenta».
Nonostante la collaborazione milanese, lei comunque continua a vivere a Modigliana.
«E non penso di cambiare: nella mia formazione c’è la Romagna, c’è il gusto per la lavorazione della carne e il rapporto stretto con l’allevamento, con i momenti importanti della vita contadina come la macellazione del maiale: sono cresciuta qui, ho sempre respirato quest’atmosfera, e le mie radici culturali escono con chiarezza nel mio lavoro».
Per Chiara Lecca e per i suoi colleghi, il prestigioso premio ha preparato una vetrina specialissima: grazie alla collaborazione tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Milano e Cairo editore, quest’anno saranno le sale di Palazzo Reale a ospitare dal 10 al 13 novembre la mostra con i lavori inediti realizzati da Lecca e gli altri 19 artisti scelti dalla redazione di Arte, la rivista leader di settore in Italia. Al vincitore del Premio Cairo sarà dedicata la copertina di dicembre e verrà assegnato anche un premio di 25mila euro.

L’ingresso alla mostra sarà gratuito: giovedì e sabato, ore 9.30-22.30, venerdì e domenica: 9.30-19.30.

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