Sabato 03 Dicembre 2016 | 03:25

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RIMINI

Hip hop sì, ma con ironia: Fedez

L'artista che spopola sulla rete sarà uno dei protagonisti del Capodanno al 105 Stadium insieme a Gué Pequeno e Two Fingerz

Hip hop sì, ma con ironia: Fedez

RIMINI. È il fenomeno del momento. Campione di visualizzazioni su Youtube, vende un numero esorbitante di copie (il suo album Sig. Brainwash – l'arte di accontentare è già doppio disco di platino) e ogni suo concerto è sold out.

Adesso è anche protagonista di un videogioco ovvero Just dance 2014 di Ubisoft, dove è stata inserita la sua hit Alfonso Signorini (eroe nazionale). Insomma Fedez non si fa mancare proprio nulla. E non si farà mancare neppure il capodanno hip hop del 105 Stadium di Rimini in compagnia di Radio 105 dove sarà protagonista, martedì 31, insieme ad altri colleghi illustri quali Gué Pequeno e Two Fingerz .

«Sarà una festa all’insegna dell’energia – spiega Fedez tra una prova e l'altra in vista del Capodanno riminese – farò i pezzi di sempre, i successi e anche qualche brano più di nicchia».

 

Fedez, all’anagrafe Federico Lucia, classe 1989, rapper e cantautore milanese, ha iniziato la sua fortunatissima ascesa dal web per poi approdare di diritto nell’olimpo degli artisti più blasonati, a suon di tormentoni.

A novembre è uscito il repackaging del disco con tre inediti e con tanto di gadget quali un pop-up 3D e un dvd con backstage, immagini, interviste. Il titolo? The dream comes true, il sogno diventa realtà. E per lui il sogno si è più che avverato. Con le sue sole forze, senza sfruttare i talent (che però non disdegna, essendo stato ospite a X Factor) o i programmi televisivi, ma facendo leva esclusivamente sulla sua musica.

Come è cambiata la tua vita dopo questa ondata di successo?

«Sono riuscito a trasformare una passione in mestiere e questa per me è la cosa più bella che potesse capitarmi. Poi naturalmente di conseguenza anche la mia vita è cambiata completamente».

Solo in meglio?

«Come in tutte le cose in questo mestiere c’è anche l’altra faccia della medaglia, ma perlopiù diciamo che è tutto cambiato in meglio».”

 

Ti aspettavi di arrivare fino a questo punto?

«Non me lo aspettavo. Le speranze c’erano, ma siamo andati ben oltre qualsiasi tipo di aspettativa».

Come sei riuscito a conquistare il pubblico?

«Non saprei, non mi soffermo mai più di tanto sulle motivazioni di questo successo».

 

L’ironia che usi nei tuoi testi forse è la tua carta vincente?

«Probabilmente sì, l’ironia è molto apprezzata dal pubblico. Credo che sia una derivazione della mia passione per il punk italiano e per quei gruppi che hanno fatto dell'ironia il proprio stile».

Cosa suggeriresti ai ragazzi che come te sognano di farcela ?

«Di provarci. Non aggiungo altro perché rischierei di cadere nelle solite frasi fatte. Per arrivare ci vogliono diversi ingredienti, tra cui un po’ di fortuna e molta perseveranza. Bisogna crederci».

In un periodo in cui anche la musica è un po’ usa e getta come si fa a rimanere all’apice?

«Non so se questo mio successo durerà per sempre e se sarò tra quelli che rimangono nel tempo. Prima o poi dovrò dimostrare di non essere solo un idolo dei giovanissimi, ma un artista vero. Però non è sempre detto che gli artisti siano usa e getta o intercambiabili gli uni con gli altri. Prendiamo Fabri Fibra, per esempio, lui è sulla scena musicale ormai da vent’anni e sempre ai vertici».

Tra gli inediti del disco c’è anche il duetto con Gianna Nannini “Nuvole di fango”. Com’è stato collaborare con lei?

«È stato molto bello, lei è un’artista fantastica. Io ho sempre il timore che andando avanti con gli anni possa scemare la passione per questo lavoro e invece Gianna è l’esempio di come si possa avere qualcosa da dire e voglia di dirlo anche dopo tanti anni che si fa questo mestiere».

Ti definisci un cantante hip hop?

«Non mi sono mai definito tale. Non mi piace in generale definirmi, incasellarmi in un modello precostituito. Anche se non ho mai negato la mia propensione verso il pop».

Se ti invitassero a Sanremo quindi accetteresti?

«Sì, accetterei, non ho pregiudizi di alcun tipo rispetto a niente e tantomeno rispetto al festival».

Qualche giovane artista italiano che ti piace ascoltare?

«Mi piace Vasco Brondi de La luce della centrale elettrica. Per il resto non ascolto molti altri italiani».

Stai lavorando a un nuovo disco?

«Per ora mi aspettano un po’ di burocrazie del mestiere e poi più avanti mi metterò al lavoro per il disco nuovo».

Info: 0541 395698

 

 

 

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