Lunedì 05 Dicembre 2016 | 05:28

BUROCRAZIA A TEATRO

Giù il sipario sul macaco

Salta il terzo atto dell'Orestea, commedia troppo... esotica

Giù il sipario sul macaco

CESENA. Solo lunedì, alla vigilia della prima italiana di Orestea a Romaeuropa festival, Gilda Biasini, portavoce della compagnia di Romeo Castellucci, esprimeva le difficoltà, a vent’anni dal primo debutto, di ripresentare Orestea oggi nei teatri d’Europa, a causa dei vincoli attuali sull’uso degli animali in scena. Vincoli riguardanti in particolare i macachi utilizzati nel terzo atto come Erinni. Dubbi purtroppo profetici, al punto che le date romane sono parzialmente saltate. Si sperava che almeno ieri sera (giovedì), ultima recita, lo spettacolo sarebbe potuto andare in scena nella sua completezza. Invece, sul macaco galeotto si è rinnovato il divieto, seppure conseguente a un limite burocratico. A seguito delle polemiche e dello scontento generato dal divieto, la cesenate Socìetas Raffaello Sanzio ha rilasciato un comunicato nel quale fa chiarezza sui reali motivi.

«In merito agli articoli apparsi sulla stampa negli ultimi giorni – si legge nel comunicato –, relativi all’impossibilità di mettere in scena al teatro Argentina, nell’ambito di Romaeuropa festival, il terzo atto dello spettacolo Orestea (una commedia organica?) di Romeo Castellucci, la compagnia Socìetas Raffaello Sanzio intende chiarire che tale limitazione è dovuta a un vizio procedurale nella richiesta di autorizzazioni per il coinvolgimento in scena di animali classificati come esotici. L’autorizzazione non è stata negata per la pericolosità degli animali, cinque esemplari di Macaco Resus, bensì per il mancato invio dell’istanza di autorizzazione alla Prefettura, avvenuta a causa di una incomprensione dell’iter procedurale, iter non abituale per le istituzioni coinvolte, pur avendo ottenuto comunque i permessi da tutte le altre autorità competenti. Gli animali, forniti da professionisti che conoscono benissimo le leggi che regolamentano la legislazione sugli animali esotici, non costituiscono alcuna pericolosità per il pubblico, con il quale non hanno alcun contatto. Lo spettacolo si è infatti regolarmente svolto all’estero in una tournée di oltre 10 mesi».

Quattro anni dopo le minacce integraliste pseudo religiose che boicottarono Sul concetto di volto nel figlio di Dio, Romeo Castellucci si è trovato di nuovo a dover fare i conti con la propria libertà d’artista che incontra sempre più complicazioni nel potersi esprimere.

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