Sabato 03 Dicembre 2016 | 05:35

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TEATRO

Bonci come prima più di prima

A Cesena sarà un'altra grande stagione

 Bonci come prima più di prima

Luca Zingaretti

CESENA. Il teatro Bonci di Cesena lancia il cartellone 2016/17, e ricorda i 170 anni trascorsi (fu inaugurato il 15 agosto 1846). Celebra la ricorrenza con una stagione corposa di 35 titoli e 70 spettacoli. Ribadisce la continuità con Ert, mentre dà l’addio a Pietro Valenti, in attesa di un nuovo direttore artistico, il cui nome è atteso entro luglio. La proposta comprende una classicità d’autore, con interpreti navigati del teatro italiano, e una contemporaneità che diventerà nuova cifra stilistica; ospita cinque produzioni del teatro nazionale Ert. Titoli e produzioni variegate accompagnano prosa ed essai; musica, e soprattutto danza, ripropongono consueti protagonisti di questi anni. Senza nomi altisonanti come fu Fanny Elssler, fra le grandi ballerine del suo tempo, che inaugurò il Bonci 170 anni fa. Complessivamente, allestimenti professionali seri, misurati nella sontuosità.

Prosa

Si apre il 10 novembre con il “Macbeth” di Shakespeare con Franco Branciaroli attore e regista che sa rispettare il testo dell’autore. Una novità internazionale (in lingua cinese con sovra titoli), è l’opera “Faust” (24 novembre) basata sul dramma di Goethe. Qui è riletta secondo una ricerca sul linguaggio fra Oriente e Occidente dell’Opera di Pechino. Ideatrice del progetto è la tedesca Anna Peschke, le musiche originali sono composte anche dal romagnolo Luigi Ceccarelli.

Torna in scena il dramma “Ivanov” di Cechov con la regia di Filippo Dini. Spazio ancora all’autore Stefano Massini con il suo nuovo “L’ora di ricevimento (banlieue)”, regia di Michele Placido e interpretazione di Fabrizio Bentivoglio (9 febbraio). Altra novità è la produzione Ert “Il libro di Giobbe” nell’adattamento del drammaturgo emergente Emanuele Aldrovandi, regia di Pietro Babina. Arriva anche al Bonci il Teatro dell’Elfo con “Morte di un commesso viaggiatore” (9 marzo) di Miller, regia di Elio De Capitani. Un classico da tempo assente è “Giulio Cesare” di Shakespeare, secondo la nuova regia di Alex Rigola, con Michele Riondino protagonista. E poi “Qualcuno volò sul nido del cuculo” dal romanzo di Ken Kesey (non dal film), per la regia di Alessandro Gassman (6 aprile).

Essai

Tornano due attori di punta del teatro; Gabriele Lavia interpreta “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello (18 novembre), e Luca Zingaretti “The Pride” di Campbell (24 gennaio). Chiude “Porcile” di Pasolini, regia di Valerio Binasco.

Contemporaneo

Tre titoli con pubblico e interpreti sul palcoscenico. Sono “La tartaruga” di Pirandello secondo la regia del georgiano Levan Tsuladze. Debuttano a Cesena Enzo Vetrano e Stefano Randisi in “Assassina” di Franco Scaldati. I romagnoli Elena Bucci e Marco Sgrosso entrano al Bonci con “Cospiratori, ovvero Prima della pensione” di Thomas Bernhard. Presenti anche le perle locali Sanzio e Valdoca. Chiara Guidi per Màntica presenta “Esercizio per voce e violoncello sulla Commedia di Dante” con il violoncello di Francesco Guerri. La Valdoca affronta la nuova produzione “Giuramenti”.

Musica

Fra i solisti, il pianista Giuseppe Albanese (10 dicembre), il violoncello di Mario Brunello (28 gennaio), la voce dell’australiana Sarah McKenzie in quartetto (4 febbraio), il chitarrista Manuel Barreco (19 marzo). L’attrice Laura Marinoni torna come cantante per l’operita musical “Amore ai tempi del colera” ispirata al romanzo di Márquez (20 gennaio). Chiudono le star Nicola Piovani (2 aprile) in “La musica è pericolosa” e Noa & band in “Love medicine” (27 aprile).

Danza

Si rivede la compagnia Junior del Balletto di Toscana in “Romeo e Giulietta” coreografato da Davide Bombana; i classici “Lo schiaccianoci” e “Cenerentola” del Balletto di Mosca, il nuovo “Carmen K (kimera)” di Monica Casadei (8 gennaio), “Giselle” del Balletto di Roma (3 febbraio), coreografie di Serussi Sahar e Chris Haring/Liquid Loft; e il ritorno di David Parsons Dance (28 marzo). L’opera lirica vede “Le nozze di figaro” di Mozart del Laboratorio Lirico del conservatorio Maderna e “Cavalleria rusticana” di Mascagni con Raffaella Battistini. Novecento mila euro il budget del comune per Ert.

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