Sabato 03 Dicembre 2016 | 20:40

L'INTERVISTA

Arpesella da Fellini a Ben Affleck

L’attore di origine riminese procede con la sua carriera negli Stati Uniti

Arpesella da Fellini a Ben Affleck

RIMINI. Attore, scrittore, pittore e doppiatore: sono queste le diverse facce artistiche di Pietro (Peter) Arpesella, polivalente entertainer romagnolo di nascita, trasferitosi negli Stati Uniti per coltivare la sua passione per il cinema e il teatro. Appartenente a una famiglia legata al Grand Hotel e a Federico Fellini, l’appassionato velista ha da poco partecipato alla realizzazione del film Live by night, scritto, girato e interpretato da Ben Affleck e che uscirà nelle sale americane per la Warner Brothers il prossimo ottobre. L'attore, nel 2016, ha inoltre partecipato alla realizzazione di Kara. An unofficial Star Wars film, un corto diretto da Joe Sill, regista appassionato della saga. Kara è un tributo al nuovo capitolo della saga Episodio VII.

Qual è il suo ruolo nel lungometraggio e come si è preparato alla parte?


«Live by night – risponde Arpesella – segue la vita di Joe Coughlin (Ben Affleck) negli anni ’20 e ’30 al tempo del proibizionismo; Joe è il figlio di un poliziotto di Boston che diventa un gangster importante a Tampa, Florida. Io sono Gino Valocco, uno dei killer per il boss Maso Pescatore, interpretato da Remo Girone, col quale è stato bello lavorare (ci eravamo già incrociati la settimana prima su un altro film sul quale abbiamo lavorato entrambi, Smitten!, scritto e diretto da Barry Morrow, lo sceneggiatore di Rain man). Gino e Joe Coughlin si erano conosciuti ai tempi di Boston, quando Joe era all’inizio della sua carriera, e si rincontrano a Tampa il giorno che dovrebbe essere quello della fine di Joe. Il film si basa sul best seller omonimo scritto da Dennis Lehane (quello di Mystic river). Ho letto il libro, ho guardato tutto quello che ho potuto trovare sugli anni del proibizionismo e su chi faceva lo stesso lavoro del mio personaggio. Mi sono concentrato su filmati e racconti di persone vere, non film e personaggi simili interpretati da altri attori».

Quanta influenza di Fellini e degli anni passati al Grand Hotel c’è nei suoi lavori, e come si manifesta?


«La cosa che mi ha sempre toccato di Federico era quanto fosse “birichino”, almeno così mi sembrava, anche quando avevo dieci anni: dietro ai suoi occhi era chiaro quello che lo annoiava e quello che gli piaceva, indipendentemente da quello che diceva, e questo lo vedevo poi riflesso nel suo lavoro. Le sue scelte nel raccontare le sue storie erano sempre forti, senza compromessi e sempre ricche di ironia e senso dell’umorismo, ingredienti fondamentali che uso sia come scrittore che come attore. Essere cresciuto al Grand Hotel mi ha dato un’esperienza di vita molto particolare che naturalmente entra nel mio lavoro perché fa parte di me. La cosa che mi è rimasta di più e che mi influenza sia come artista che come persona è che sono molto cosciente (e artisticamente interessato) della differenza tra l’apparenza e la realtà. Questa è una caratteristica importante delle storie che scrivo e dei personaggi che interpreto. Adesso che me lo fa notare, è la stessa cosa che mi incuriosiva di Federico. Non tanto la sua persona ufficiale, ma quello che vedevo nei suoi occhi, la differenza tra quello che esprimeva all’esterno e quello che sentivo pensava nell’intimità della sua mente, dietro agli occhi furbi e attivi che erano continuamente “alla ricerca” di quello che gli piaceva, che era quello che esprimeva nel suo lavoro».

Anche sua moglie, l’americana Annie Wood, è un’artista in diversi campi; questo rapporto tra menti creative quanto giova alle vostre produzioni?

«Molto. Siamo sempre rispettosi e sostenitori della nostra creatività individuale; conosciamo le nostre voci personali e ci aiutiamo quando e come possiamo e solo se richiesto: l’obbiettivo è sempre di aiutarci a creare il miglior lavoro possibile (non di farci contenti – sappiamo che se il lavoro è buono poi siamo contenti). Ci aiutiamo nella preparazione dei provini, e così è stato anche per Live by night: leggiamo e diamo note quando l'altro lo richiede per sceneggiature, manoscritti e articoli; abbiamo anche scritto una sceneggiatura insieme. La settimana scorsa ero in scena in tre spettacoli teatrali tratti da un pezzo da lei scritto: per me è stata una gioia dare vita a questa sua produzione!».
Info: www.peterarpesella.com

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000