Sabato 10 Dicembre 2016 | 06:02

L'EVENTO

Carlos Santana, la leggenda

Calore latino e rock

Carlos Santana, la leggenda

CATTOLICA. Pensi a Santana e ti viene in mente quella magica apparizione a Woodstock nel 1969. Il calore latino unito all’hard rock in una atmosfera di gioia e di musica, un mix perfetto che in quella celebrazione della libertà dell’arte e dei sensi trovava la giusta collocazione. Questo ragazzo col pizzetto e i capelli da selvaggio volava alto con la sua Gibson diavoletto e la mano già da esperto guitar hero. La leggenda narra che avesse assunto mescalina prima di quel debutto e che il chitarrista vedesse tramutarsi la sua chitarra in un serpente da tenere a bada. Da quel momento Santana ha costruito la propria leggenda fino ai giorni nostri con i primi album che pescano dalle suggestioni latine fino alla passione per Coltrane e Miles Davis, alla spiritualità che accompagna il suo cammino da sempre.
Ha attraversato gli anni 80 e 90 con album che erano una pallida copia dei primi, furenti anni. Poi la rinascita nel 1999 con Supernatural. La formula è quella di sempre ma sembra aver ritrovato freschezza grazie alle valide collaborazioni del disco e all’apertura a influenze hip hop. Risultato: otto Grammy Award, 15 volte disco di platino e 21 milioni di copie vendute al mondo. Dopo quel fortunato disco ne seguirono altri con collaborazioni che vanno da Eros Ramazzotti a Steven Tyler degli Aerosmith, da Shakira a Tina Turner. Fino all’annuncio di un disco in uscita ad aprile 2016, Santana IV, con la line up originale degli anni 70; Gregg Rolie, quel suono inconfondibile e “killer” del suo organo Hammond, Neal Schon, che contribuirà alle composizione e ai duetti chitarristici di Santana III del 1971, Michael Carabello, uno degli storici percussionisti, e Michael Shrieve, che gli appassionati ricorderanno per quel lungo assolo nella Soul sacrifice di Woodstock quando aveva solo 20 anni. In un epoca in cui gli ultimi grandi interpreti del rock celebrano sul palco i fasti degli anni migliori, Santana non è da meno proponendo un tour che vuole rinverdire i successi degli anni 70, quello spirito di libertà espressiva e collaborazione che ha dato vita ai lavori migliori. Per questo motivo l’appuntamento che vede Santana e la sua band esibirsi il 20 luglio all’Arena della Regina di Cattolica, in occasione del suo Luminosity tour (con tappa anche a Cividale del Friuli il 13 luglio, alla Cavea dell’Auditorium a Roma il 19 luglio e Assago il 21 luglio) è un evento imperdibile, un’occasione per rivedere quegli artisti che resero Woodstock una festa della musica. Ci piace pensare che per quella sera la Romagna possa rivivere, attraverso ritmi che vanno dalla samba al rock ai suoni africani primordiali, un momento di quello storico concerto in cui la musica divenne sinonimo di libertà espressiva e di festa aperta a tutti.
E ancora una volta l’attenzione degli organizzatori dei concerti estivi dell’Arena della Regina punta a unire l’alta qualità delle proposte musicale ai numeri, testimonianza che la riviera può essere davvero il luogo dove i sogni sono possibili per tutte le esigenze, anche per chi ama la musica di qualità. Per i nostalgici del “peace & love” potrà essere un tuffo nel passato, ma per chi ancora crede nell’essenza della musicalità più pura, può essere la rappresentazione di quello spirito originario che vide l’entusiasmo di tanti ragazzi verso una forma espressiva nuova a cui tutti potevano contribuire.
I biglietti sono già disponibili sulla piattaforma Live Nation oltre al consueto circuito Ticketone; per ogni biglietto venduto 1 euro sarà devoluto alla Fondazione Milagro fondata dalla famiglia di Santana nel 1998 per sostenere i bambini orfani del mondo.

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