Mercoledì 28 Settembre 2016 | 12:15

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DIALOGO CON FABIO BIONDI

Una "dimora" nel bosco per la danza e il teatro

Una "dimora" nel bosco per la danza e il teatro

 

MONDAINO. È un’eccellenza nel panorama del teatro e della danza in Italia ed è la casa della trasmissione del sapere scenico. Parliamo dell’Arboreto di Mondaino e del suo teatro Dimora, posato in mezzo a un bosco come una grande foglia.

Al suo interno l’acustica è perfetta e la versatilità che offre dal punto di vista scenico è sorprendente; accanto, una foresteria come poche: non è un caso che sia divenuto un teatro officina per la creazione e che sia testimonianza di come oggi la provincia italiana abbia superato i suoi limiti di marginalità, offrendo il plusvalore della qualità di vita. Per fare il punto sull’attività abbiamo parlato con il direttore artistico, Fabio Biondi, che anticipa anche la nuova programmazione.

«L’arboreto è un bene condiviso che Mondaino ha adottato consapevole che l’attività ha prodotto per la propria comunità un valore aggiunto, anche economico».

Non è un caso che abbiate ricevuto il riconoscimento ministeriale.

«Nel 2013 abbiamo presentato due istanze e siamo stati subito riconosciuti per il teatro e la danza».

Di fatto in Italia è consolidato che l’Arboreto sia da tempo un’officina per la creazione.

«Essere una struttura che ha portato risultati importanti nei processi di creazione ci ha permesso di completare un sistema regionale in cui mancava un centro che si occupasse dei tempi e degli spazi per lo studio, la ricerca e il confronto, e quindi favorisse la nascita del lavoro scenico contemporaneo».

Se da una parte siete divenuti punto di riferimento per le residenze creative e la formazione, dall’altro registrate un’ampia affluenza di pubblico: come si conciliano i due aspetti?

«Riceviamo in media circa duecento proposte all’anno da compagnie e artisti. L’Arboreto è diventato una dimora nazionale importante e necessaria, un cantiere perfetto per la danza e il teatro. Il pubblico condivide il nostro progetto culturale e negli anni è diventato il nostro principale alleato, curioso e attento alle novità».

Parliamo dei progetti che prendono avvio a breve.

«Continuano i progetti di formazione iniziati nel 2013, così l’attività di riflessione sulle residenze creative avviata da noi a Prato, come ance quella editoriale: abbiamo appena pubblicato Trilogia dell’inesistente della compagnia Quotidiana.com. E tra i nuovi, segnalo il progetto internazionale dal 21 al 25 aprile Ufo di Ivan Vyrypaev, una master class condotta da Cazimir Liske, attore e regista, docente di recitazione alla Scuola teatro d’arte di Mosca, che ha lavorato e insegnato in tutto il mondo. Saranno cinque giorni intensivi per scavare nell’argomento Ufo, un’opera di Ivan Vyrypaev, fra gli artisti più importanti della Russia contemporanea. I partecipanti produrranno Ufo, che sarà presentato al pubblico il 25».

All’inizio del mese di aprile, invece, cosa accadrà?

«Il 4 e 5 aprile partirà il primo movimento del progetto Di nuovo, maestri e margherite? Si svilupperà all’interno della residenza creativa per la produzione del nuovo spettacolo Esilio della Piccola Compagnia Dammacco. Insieme ad alcuni ospiti daremo vita a due giornate di studio e riflessione, per condividere temi e domande sulle pratiche teatrali centrate sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali; sul passaggio di sapere tra i maestri dell’arte scenica e le nuove generazioni con un percorso artistico in divenire. Renata Molinari, Marco Martinelli e Paolo Ambrosino saranno i maestri; Piccola Compagnia della Magnolia di Torino, Punta Corsara di Napoli, compagnia Big Action Money di Rimini saranno le margherite. I critici Andrea Porcheddu e Roberta Ferraresi saranno i testimoni».

A giorni scadono le iscrizioni per Danza sensibile ed è atteso un altro momento di confronto: di che cosa si tratta?

«Sì, entro la fine del mese scadono le iscrizioni per la seconda sessione di Danza sensibile che si terrà dal 24 al 29 marzo condotto da Claude Coldy. L’1 e il 2 marzo l’appuntamento è invece con Rete Critica, la rete dei blog e dei siti di teatro che assegna ogni anno il Premio Rete Critica. Oggi, non solo a teatro, il ruolo del critico si sta evolvendo e la scena della critica teatrale sul web offre una ampia gamma di esperienze. Per due giorni a Mondaino s’incontreranno circa trenta critici nazionali per fare il punto sulla situazione e riflettere sulle prospettive».

 

www.arboreto.org

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