Martedì 06 Dicembre 2016 | 16:58

NEI CINEMA ROMAGNOLI

Nel paese dei Coppoloni: il viaggio di Capossela

Il musicista veste i panni di attore, guida e paesaggista, diretto dal regista Obino

Nel paese dei Coppoloni: il viaggio di Capossela

CESENA. È stato un anno con la Romagna nel cuore, quello di Vinicio Capossela. Prima la presentazione del libro “Il paese dei Coppoloni”, a Cesena in primavera; poi il recente concerto gran “Giubileum” delle feste, a fine dicembre al Vidia club di San Vittore; adesso eccolo di nuovo, più grande e avvolgente, sul grande schermo del cinematografo, per fare conoscere il suo nuovo film musicale “Nel paese dei Coppoloni” ispirato alle atmosfere del romanzo omonimo.

È un piano sequenza fortemente connesso con la Romagna, quello che omaggia Vinicio Capossela nei venticinque anni della carriera. Atteso stasera in sei sale della Romagna, non solo come autore di canzoni, ma pure in veste di attore, guida, paesaggista, diretto dal regista Stefano Obino. Venticinque anni di musica, per Vinicio cominciati, cresciuti, vissuti, in buona parte anche nelle terre romagnole che da Cesena a Longiano, da Forlì a Bertinoro, lo hanno adottato come icona artistica. Le sale che proiettano in prima alle 20.30 il docu film “Vinicio Capossela - Nel paese dei Coppoloni”, sono a Cesena il cinema Eliseo (0547 21520), a Forlì Astoria (0543 63417), a Forlimpopoli Cineflash (0543 745971), a Ravenna Cinemacity (0544 500410), a Rimini Giometti Le Befane (0541 307805), a Savignano Uci cinemas. www.ucicinemas.it.

Personaggi, canti e “siensi” perduti, sono tra i punti di raccordo di questo suo viaggio nel quale si concede senza freni, e amabilmente si perde, si smarrisce fra miti e istinti racchiusi in una madre terra antica, aspra, sapiente quale è l’Alta Irpinia, “location” primaria di cui si nutrono le immagini del film. La colonna sonora che lo accompagna comprende musiche di “Canzoni della cupa”, nuovo disco di inediti che uscirà in marzo.

Vinicio sceglie per sé il ruolo di musicista viandante, guida di «quelle terre dell’osso» le chiama, in cui «un paese ci dice di tutti i paesi del mondo», in cammino fra trivelle petrolifere e case abbandonate, fra pale eoliche e vecchie ferrovie, e poi tra boschi, animali selvatici, paesaggi incontaminati.

Luoghi questi che lo hanno ispirato per musica e letteratura, spingendolo a restituire il ritratto di un’Italia che appare perduta e dimenticata, ma che ha ancora desiderio di raccontare la sua storia, carica di energia. Attraverso parole e musica, lo scorrere di immagini di Vinicio evoca voci, volti, personaggi, tradizioni popolari a lui care come gli sposalizi; le musiche percorrono le vene dei sentieri della Cupa, le litanie delle “mammenonne”, le cumversazioni in piazza, le chiacchiere dal barbiere, le passeggiate sui sentieri dei muli, la Natura selvaggia e resistente.

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