Mercoledì 28 Settembre 2016 | 22:30

L'INTERVISTA

L'enciclopedia completa di Giuseppe Righini:
dall'elettronica alla canzone d'autore e ritorno

L'enciclopedia completa di Giuseppe Righini:
dall'elettronica alla canzone d'autore e ritorno

RIMINI. Cantante curioso, autore onnivoro, attore occasionale, scrittore funambolo e piccolo giornalista carbonaro. In altre parole: Giuseppe Righini.

Il prolifico artista riminese vivrà questa sera (sabato 28 dicembre) un emozionante ritorno al passato rientrando nei panni di leader del gruppo The Hype al Circolo dei Malfattori di Poggio Berni (Rimini). L’occasione della reunion è il ventennale dalla nascita della band che nel 1993 cominciò a muovere i primi passi facendo ritrovare sotto lo stesso tetto musicale Righini, Davide Baldazzi, Riccardo Ruffilli e Gianluca Del Bianco.

Righini, siete pronti per questa significativa data unica?

«Sì! Abbiamo deciso di fare questo concerto prima di tutto per noi stessi, perché siamo ancora molto amici. Ci tenevamo inoltre a ristampare il disco “Zimmer frei” di dieci anni fa poiché non si trova più e così lo abbiamo rimasterizzato aggiungendo nuove tracce prese dal materiale d’archivio. Tutto nel disco risale a quegli anni e si sente, ma ha ancora un senso... è il disco della gioventù! Tutti e quattro, dopo l’esperienza del gruppo, abbiamo continuato a suonare da soli e sicuramente questo si rifletterà durante il concerto».

Lei, per esempio, come solista ha pubblicato due album, “Spettri sospetti” e “In apnea” (entrambi con Nda Press). Inoltre continua a portare avanti innumerevoli progetti...

«Dopo “In apnea” ho portato avanti collaborazioni cui tengo molto. La prima mi ha portato alla cover di “Il primo Dio” dei Massimo Volume con Cesare Malfatti per “Memorie di un battagliero”, un disco tributo a uno di loro che non c’è più, Davide Oriani. Di recente ho collaborato con Francobeat Naddei a una compilation natalizia firmata Mescalina che unisce artisti indipendenti di varia provenienza. Ho scritto il pezzo “Natale su Marte”, originariamente in dialetto bavarese, e lo abbiamo poi arrangiato in maniera molto personale. Sempre con Franco ho preso parte al progetto “Il pappagallo” dedicato a Sergio Endrigo realizzando la cover del brano “Il bambino di gesso”. Questa iniziativa è curata da Maremosso Edizioni per l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Endrigo e vede la partecipazione di importanti personalità come Dario Fo».

È uscita poi “Enciclopedia completa di uno sconosciuto”, di cosa si tratta?

«È un album doppio di 31 canzoni realizzato in sole 250 copie numerate e dedicate in cui vari artisti che stimo molto hanno reinterpretato tutte le canzoni dei miei due album. Mi sono sempre considerato un cantautore accidentale perché solo da circa sei anni mi sono avvicinato alla musica d’autore classica. Prima ho sempre cantato in inglese e sono sempre stato appassionato di musica elettronica, quindi ho chiesto a molti amici e colleghi di fare con i miei brani dei remix».

Negli album o nei live è spesso accompagnato dall’arte di Alexa Invrea...

«Alexa ha una poetica molto complementare a ciò che scrivo. L’artwork di “In apnea”, ad esempio, non è semplice grafica, ma si inserisce proprio nella trama musicale. In “Enciclopedia completa di uno sconosciuto” ha lavorato a quattro mani con la figlia designer Johanna realizzando 9 cartoline inedite».

Oltre alla musica, anche la scrittura e il teatro.

«Sto cercando di chiudere un libro, un insieme di racconti, testi teatrali che ho scribacchiato negli anni e spero di farlo entro la metà del 2014. Per il teatro, credo sia giusto approfondire tutti gli aspetti dello “stare sul palco”. Mi piace molto misurarmi con tutti gli aspetti che riguardano la comunicazione. Tanti dei miei artisti preferiti sapevano fare molte cose e si sono spinti a fare di tutto, persino condurre programmi televisivi».

Chi sono i suoi artisti del cuore?

«Tutto quello che c’è tra David Bowie e Jula De Palma, passando per Álex de la Iglesia».

Il concerto di The Hype comincia alle 22.

Info: 393 9496642

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