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RIMINI

Il Fellini di Pupi Avati, raccontato a Meldini

Il regista bolognese sarà in città il 31 per dialogare con lo scrittore su Federico

 Il Fellini di Pupi Avati, raccontato a Meldini

Pupi Avati

RIMINI. Doppio appuntamento riminese con il regista Pupi Avati, ospite d’eccezione di “Biblioterapia 2015. Tutta la paura del mondo”, per celebrare il 22° anniversario della scomparsa di Federico Fellini. Si comincia sabato 31 ottobre alle ore 17, a ingresso libero, al Museo della città, sala del Giudizio: Pupi Avati converserà con lo scrittore Piero Meldini.

Avati, grande narratore di tante commedie, ma anche di indimenticabili favole nere, dialogherà con lo scrittore Meldini intorno alla potenza immaginifica della paura, all’uso creativo che ne può essere fatto per condurre spettatori (e lettori) nella dimensione del mistero e del soprannaturale; un colloquio che prenderà le mosse dal suo romanzo d’esordio, “Il ragazzo in soffitta”.

Narrazioni

L’incontro inaugura la sezione “Narrazioni” dell’edizione 2015 di Biblioterapia incentrata sul tema della paura e dei suoi antidoti: se infatti la paura è sempre stata una delle “madri” della narrazione, in un’epoca come la nostra, in cui è direttamente o indirettamente parte della vita quotidiana come inquietudine diffusa, liquida, di storie c’è ancora più bisogno.

Forse perché, secondo Hume, le cose paurose sono così bene raccontate dagli artisti che solo così riusciamo a sopportarle.

O perché sono le storie che possono condurci attraverso gli abissi della paura e dell’orrido, fino a farne esperienza con l’immaginazione, e liberarcene.

Toby Dammit

Il secondo appuntamento è in Cineteca, sempre sabato 31, alle ore 21: qui Pupi Avati presenterà “Toby Dammit” di Federico Fellini (Italia 1968, 37’, episodio del film “Tre passi nel delirio”). Girato in poche settimane e tratto dal racconto di Edgar Allan Poe “Non scommettere la testa con il diavolo”, Toby Dammit è uno dei capolavori del genere fantastico, un film visionario che ha influenzato il cinema sperimentale italiano, una sorta di nuovo capitolo de “La dolce vita”, solo più allucinato e spettrale; forse l’opera meno conosciuta di Fellini, in realtà snodo fondamentale nella sua carriera straordinaria.

Omaggio a Pupi

Ma non è finita qui. Sempre in cineteca a ingresso libero, il 5, 12 e 19 novembre, alle ore 21, si terrà un “Omaggio a Pupi Avati” attraverso una breve retrospettiva: una selezione che intende mostrare la versatilità e l’ampiezza di registri di uno dei maestri del nostro cinema, capace di attraversare i generi e di rinnovarsi nel corso di una carriera ultra quarantennale al servizio della settima arte: verranno proiettati “La casa dalle finestre che ridono” del 1976, un vero classico dell’horror all’italiana; poi “Festa di laurea” del 1985, con Carlo Delle Piane; e infine “La seconda notte di nozze” del 2005 con Antonio Albanese.

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