Sabato 10 Dicembre 2016 | 09:49

ELISA PRENDE IL VOLO DA RIMINI

«Ho dentro una passione selvaggia»

La cantautrice si racconta alla vigilia del tour in partenza il 5 marzo dal 105 Stadium

«Ho dentro una passione selvaggia»

 

RIMINI. L’anima vola… in tour. Attraverserà le principali città italiane il nuovo tour di Elisa che prenderà il via con una “data zero” il 5 marzo dal 105 Stadium di Rimini e farà tappa a Bologna (Unipol Arena) il 22 marzo. Al centro dei live naturalmente il suo ultimo lavoro L’anima vola – già disco di platino –, che come sempre l’ha vista autrice di testi e musica, con qualche prestigiosa eccezione: A modo tuo, scritto interamente da Ligabue, E scopro cos’è la felicità, con la firma e la voce di Tiziano Ferro, Ancora qui, con musica di Ennio Morricone (ed è incluso nella colonna sonora del film di Quentin Tarantino Django unchained), e non ultimo Ecco che, testo di Giuliano Sangiorgi e scelto da Giovanni Veronesi come tema principale del suo film L’ultima ruota del carro, per cui Elisa ha scritto, per la prima volta, l’intera colonna sonora.

Da oggi è in radio Un filo di seta negli abissi, il terzo singolo. Elisa, come mai questo titolo?

«Un giorno parlando con Caterina Caselli le spiegavo che avevo bisogno di ritirarmi a scrivere per ritrovare un filo che si era perso. Così lei ha immaginato l’ispirazione come un filo di seta delicatissimo che si deve curare affinché non si spezzi. Il pezzo racconta di una relazione e in realtà il filo che si perde è proprio la relazione stessa».

 

 

Come sarà questo nuovo tour?

«Sarà un concertone lungo circa tre ore, tra pezzi dell’ultimo album e quelli del passato. Sarà un po’ un momento di sfogo sia mio che del pubblico: alla fine poi è questo il senso di questo mestiere».

È cambiato il suo modo di scrivere da quando è diventata mamma?

«Alcune cose cambiano, altre restano uguali. Per certi aspetti adesso sono più organizzata. Non posso più permettermi di essere poetica, fare passeggiate e scrivere canzoni fino alle 5 del mattino. Fa quasi ridere dirlo, ma adesso seguo praticamente orari da ufficio, e devo districarmi tra tate e tutto il resto. La passione, invece è rimasta la stessa, anzi è anche aumentata: ho ritrovato una passione selvaggia da quindicenne. C’è dentro di me un’isola felice dove c’è spazio per il gioco, la creatività».

I suoi figli sono già suoi fan?

«Molto poco. Anche per il mio desiderio di proteggerli: avere una mamma famosa a volte non è semplice. Quindi ho preferito con loro un approccio molto naturale, molto normale, non canto e non suono mai a casa. Il risultato è molto buffo, perché entrambi vogliono la musica, sono molto musicali. Emma, la più grande, canta già. Praticamente ho ottenuto l’effetto contrario».

 

 

Come è stato lavorare con un colosso della musica come Morricone?

«Un grande sogno che si è avverato. Lavorare con lui era un desiderio di vecchia data. Lo ascoltavo da piccola con mia sorella e mia mamma. È stata una di quelle cose mitiche... e dopo averlo conosciuto confermo che è davvero un mito. Ha una personalità e un carisma pazzeschi. È una persona molto ricca dentro, molto sensibile. Non lo conosco bene, ma quando l’ho incontrato ne sono rimasta affascinata».

 

L’album vanta altre collaborazioni illustri. Che cosa le ha restituito la collaborazione con artisti importanti?

«È stato bello aprirsi a collaborazioni che non ho mai fatto e confrontarmi con altri artisti. Ed è stato anche liberatorio per me che sono sempre stata un lupo solitario. Sono andata a trovare Luciano Ligabue, gli ho fatto ascoltare tutto il demo in anteprima. È stato un incontro molto bello, Luciano mi ha dato tantissima forza, ma anche consigli e pareri personali sul disco. È stato un po’ un lusso che mi sono potuta permettere».

L’artista più inatteso, quello con cui non si sarebbe mai aspettata di collaborare?

«Sicuramente Morricone. Sono tutti grandissimi artisti, però il caso vuole che in realtà siano anche dei cari amici quindi più facilmente raggiungibili. Sono molto amica di Giuliano (Sangiorgi) e Tiziano (Ferro). Con Luciano è diverso, ma semplicemente per un discorso di età. Essendo poi io un po’ timida, non mi permetto di prendermi con lui certe libertà che invece mi concedo con gli altri».

Scrivere musica per un film è più impegnativo che scrivere canzoni per sé?

«Non è per niente semplice, ma è stata un’esperienza molto costruttiva. È molto diverso dallo scrivere canzoni, mi sono immersa in un altro mondo. È stata un po’ una boccata d’aria, mi sono detta: ok, entriamo in un mondo completamente nuovo. E l’ho vissuto come sano divertimento, con molta curiosità e in modo leggero Poi ero incinta in quel periodo e anche molto creativa».

Riscriverebbe una colonna sonora?

«Lo rifarei con un regista con cui mi trovo bene e che racconti una storia in cui possa identificarmi».

C’è ancora qualcosa che vorrebbe aggiungere al suo bagaglio di esperienze?

«Qualcosa c’è: mi piacerebbe tornare a esibirmi un po’ fuori dall’Italia. Un altro sogno che spero di realizzare. Per ora penso al tour imminente. Adesso inizia un anno di rumba. Mi accompagneranno anche i miei figli, per Sebastian è il primo tour, Emma invece ne ha fatti tre, ma era molto piccola, vediamo cosa si ricorda».

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