Lunedì 26 Settembre 2016 | 10:47

L'INTERVISTA

Ambra: «Io mi butto sempre» L'attrice in scena stasera a Bellaria ne "La misteriosa scomparsa di W"

L'attrice in scena stasera a Bellaria ne "La misteriosa scomparsa di W"

 Ambra: «Io mi butto sempre» L'attrice in scena stasera a Bellaria ne "La misteriosa scomparsa di W"

 

BELLARIA. La stagione del teatro Astra di Bellaria Igea Marina presenterà questa sera Ambra Angiolini nel testo agile e dissacrante di Stefano Benni “La misteriosa scomparsa di W”.

Una donna qualsiasi, di nome V, è alla ricerca della sua parte mancante. V cerca in questo monologo paradossale una spiegazione al suo senso di infelicità e incompiutezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore.

Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer.

Ma com’è la protagonista vista da dentro?

«È una donna un po’ speciale – racconta Ambra Angiolini – perché ha deciso di uscire dalle fila e di mostrarsi come persona in grado di ammalarsi per la bruttezza del mondo, che non vuole accettare. È molto coraggiosa, sa che avrà dei problemi, ma accetta di farlo perché qualcun altro, come lei, se ne accorga. Decide così di sembrare pazza perché gli altri vivono serenamente e lei no. Le riconosco un grande merito. La sto studiando ormai da tempo ed è una donna bella, profonda e piena di lacrime. Queste lacrime non sono sterili, ma anzi fanno germogliare cose belle».

Pensando ai suoi ultimi ruoli cinematografici (ad esempio in “Viva l’Italia” o “Mai Stati Uniti”), sono spesso donne con i nervi a fior di pelle e un po’ sopra le righe. Si ritrova bene in questo registro?

«Penso di dare voce un po’ a tutte le donne, che non hanno mai solo un aspetto e che riflettono anche le anomalie dei nostri tempi. Credo non esista una donna che non sia mai nervosa. Io sono questa ma anche altre. Non prediligo un genere e quando qualcuno mi propone una parte io penso sempre di non essere capace, poi però mi butto».

E il suo coraggio non ha fatto altro che ripagarla, dato che ha spaziato dalla tv alla radio, passando per il teatro e il cinema. Ogni volta che si è affacciata a un nuovo ambito ha tra l’altro vinto qualche premio come rivelazione dell’anno: nel 1994 come personaggio televisivo, nel 2000 come attrice teatrale (“Venere d’argento” e “Torre d’argento” e nel 2007 il David di Donatello e il Nastro d’argento per il film “Saturno contro”. C’è qualcosa di nuovo che desidera ancora fare?

«Se quello che mi propongono mi interessa, lo faccio. Poi penso che se ci metti impegno, anche in scelte che potrebbero sembrare troppo popolari, ti vengono bene».

Con questo spettacolo ha affrontato la scena da sola. Cosa prova quando sale sul palco?

«“La misteriosa scomparsa di W” ha debuttato ormai quattro anni fa e rispetto anche alla scorsa stagione, in cui avevo ogni sera una paura gigantesca di non riuscire ad arrivare alla fine, ora ho molta voglia di farlo e lo vivo come se fosse un altro spettacolo. Ho capito ciò che mi ricordava sempre il regista Giorgio Gallione, quando mi ripeteva che in realtà non sono sola: il pubblico in un monologo è uno dei protagonisti principali. In base alle reazioni degli spettatori ti accorgi se devi cambiare ritmo e di un sacco di altri aspetti. Se lo spettacolo lo facciamo insieme, è meno spaventoso».

Ha mai avuto dei modelli?

«Quando un’attrice è troppo brava mi inibisco e se la vedo immensa mi limito ad ammirarla, altrimenti mi blocco. Sono cresciuta guardando con mia madre delle grandi attrici come Anna Magnani, Franca Valeri (tutt’oggi insuperabile) e da bambina amavo molto Meryl Streep. Oggi per me uno dei volti più interessanti è Cate Blanchett».

Quali progetti la attendono per il 2014?

«A febbraio uscirà al cinema il film “Maldamore” in cui sarò insieme a Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Alessio Boni e Eugenio Costantini. È un film sull’amore che parla di tradimento ponendo l’attenzione sul momento prima e su quello dopo il fatto. Il punto di vista non è quello della vittima, ma quello del traditore. Ad aprile invece ci sarà la pellicola “Ti ricordi di me?”».

Ore 21.15Info: 339 4355515

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