POESIA

Santarcangelo celebra Gianni Fucci per i 90 anni di un poeta intenso e malinconico

La città dove vive dall'infanzia lo festeggia con tre iniziative: la nuova raccolta, uno spettacolo e una tesi di laurea

03/10/2018 - 12:08

Santarcangelo celebra Gianni Fucci per i 90 anni di un poeta intenso e malinconico

SANTARCANGELO. «La mia poesia è andata via via risentendo di una certa malinconia, come un rimpianto per le cose passate per sempre e un dolore sottile e feroce per i grandi amici che non ci sono più. Io mi sento un sopravvissuto». Gianni Fucci compie 90 anni oggi, e la sua città lo festeggia con tre iniziative.

Il nuovo libro

Il primo evento segna un nuovo traguardo nel percorso poetico di Fucci: oggi alle 17 in biblioteca sarà presentata in anteprima la nuova raccolta Il mio cuore ascolta. Poesie (Il Vicolo, 2018). Insieme all’autore interverranno Pier Guido Raggini – autore della postfazione al volume – e l’editrice Marisa Zattini, accompagnati dalle letture di Angelo Trezza. Al termine brindisi augurale.

Lo spettacolo

Sempre oggi le iniziative proseguono in serata: al Lavatoio (ore 21.30) va in scena Mood indigo. Parole, immagini, impronte di un poeta, omaggio a Gianni Fucci di e con Liana Mussoni. Insieme a lei sul palco Marco Giorgi e gli inserti musicali del Trio Tebataki (Mayumi Okada al pianoforte, Eros Rambaldi al contrabbasso, Enrico Ro alla batteria), con testi e poesie di Gianni Fucci. Lo spettacolo – a ingresso libero – è realizzato con il contributo dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione, nell’ambito della legge 16 del 2014 per la Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna.

La tesi di laurea

I festeggiamenti per il 90° compleanno di Gianni Fucci si concludono venerdì 5 ottobre alle ore 17.30 di nuovo alla Biblioteca Baldini: Giada Tocchi presenterà la sua tesi di laurea dal titolo “La poesia di Gianni Fucci fra tempo, memoria ed emozione”, discussa all’Università di Urbino, con l’accompagnamento delle letture di Massimo Scarponi.

Chi è

Gianni Fucci – nato il 3 ottobre del 1928 a Montbeliard (Francia), vive a Santarcangelo fin dall’infanzia e si considera, perciò, santarcangiolese. A Santarcangelo ha dedicato alcuni lavori sia di carattere critico-letterario, sia di carattere storico: si segnala in particolare “La notte delle bandierine rosse. Vita a Santarcangelo tra fascismo ed antifascismo 1919-1943”, scritto con l’amico Serino Baldazzi, pubblicato nel 1994 e rieditato nel 2017 dall’Anpi di Santarcangelo.

Il Circolo del Giudizio

Fucci è stato probabilmente il primo ad analizzare l’esperienza del cosiddetto Circolo del Giudizio, consacrandone il nome con l’intervento “E’ circal de giudéizi (un ricordo di Nino Pedretti)”, apparso su Il lettore di provincia di aprile-maggio 1987.

Nel 2017 il Cantiere poetico di Santarcangelo ha eletto Fucci sindaco ad honorem della “Fondazione città della poesia” per la sua appartenenza alla categoria dei poeti e soprattutto a quel gruppo di amici, uniti dalla letteratura e dall’arte, che nel primissimo dopoguerra vide riuniti Guerra, Baldini, Pedretti, Nicolini, Macrelli sotto l’ironico nome di “Circolo del giudizio”; il più giovane di tutti era proprio lui, oggi ultimo superstite dei sodali di sesso maschile.

Il cinema e la poesia

Si è occupato anche di cinema collaborando con Elio Petri e Flavio Nicolini, ma è soprattutto come poeta che si è imposto all’attenzione della critica letteraria nazionale. Avvicinatosi alla poesia dialettale intorno alla metà degli anni Settanta, Fucci pubblica le sue prime sei raccolte in romagnolo: “La morta e e’ cazadòur” (1981), “Elbar dla memoria” (1989), “La baleda de vènt” (1996), “E’ bastimènt” (1996), “Témp e tempèsti” (2003), “Vent e bandiri” (2005), mentre è del 2002 la plaquette “Nadel. Sonetti d’auguri”.

Le antologie

È presente in numerose antologie, tra cui “La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento” a cura di Franco Brevini (Einaudi, 1999), “Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000” a cura di Franco Loi e Davide Rondoni (Garzanti, 2001), “Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento” (Pazzini, 2006).

L’opera di Fucci è stata a sua volta raccolta in due antologie: “Antologia privata: poesie in dialetto romagnolo 1981-2003” (Pazzini, 2006) e “Da un chev a l'elt: antologia delle opere poetiche (1981-2010)” a cura di Gianfranco Lauretano (Il Ponte Vecchio, 2010).

Il poema e le raccolte

È invece del 2011 il poema “Rumanz. Un’epica famigliare in dialetto santarcangiolese” (Il Vicolo), mentre nel 2013 esce per l’editore Pazzini “Nadêl 2: sonetti d'auguri (2002-2013)”.

Seguono le raccolte poetiche “Fugh e fiàmbi (Magara la coulpa l'è enca la nosta): poesie in dialetto santarcangiolese” (Pazzini, 2014), “Sigilli del tempo. Poesie in lingua” (Raffaelli, 2015), “Lêgrimi ad luce” (Il Vicolo, 2016), “L'antico viandante. Poesie” (Pazzini, 2017), sua seconda prova poetica in italiano.

L’archivio e il Premio Pascoli

Da ricordare infine che nel 2015 Gianni Fucci ha donato alla Biblioteca Baldini di Santarcangelo il suo archivio di scrittore e studioso del dialetto romagnolo.

Lo scorso 1° settembre Fucci ha ricevuto la targa speciale della giuria alla 17ª edizione del Premio Pascoli di poesia di San Mauro. Il poeta era già stato premiato nel 2006 nella sezione dialettale ex aequo con il compianto Giovanni Nadiani.

Il mistero della scrittura

«Scrivere è difficile – dice Fucci – ma anche semplice, è misterioso. Io parto da uno stimolo, spontaneo, che può arrivare dal frusciare del vento o dal colore di un muro, difficile è convogliare questi stimoli verso parole adeguate».

Buon compleanno, poeta!

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