ARTE

Sirene e turismo balneare, Renè Gruau per Rimini

La “sirena” è una figura ricorrente nella sua grafica, da quella per il profumo “Vent Vert” a quella per Dior: la più bella però l’ha regalata alla sua città

di SERGIO SERMASI

06/08/2018 - 18:37

Sirene e turismo balneare, Renè Gruau per Rimini

L’evento che farà di Rimini il punto di riferimento per il turismo balneare risale al 30 luglio 1843 quando viene inaugurato lo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, il secondo in Italia dopo quello di Viareggio del 1828, realizzato dal medico riminese Claudio Tintori in società con i Conti Alessandro e Ruggero Baldini.

Per celebrarne il centocinquantesimo anniversario il Comune di Rimini organizza la mostra René Gruau, un riminese a Parigi curata da Gabriello Milantoni e Andrea Pollarini. Per l’occasione Gruau, al secolo Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate (Rimini 1909-Roma 2004), realizza lo splendido manifesto dominato da una ridente e affascinante sirena che sostenendosi sulla coda tiene in mano un parasole giallo sul quale risalta l’unica scritta, anch’essa fatta a mano: 1843, Bagni di Rimini, 1993. Gruau dimostra l’affetto che lo lega alla sua città natale donandole oltre 400 opere, fra litografie, affiches, manifesti, disegni, dipinti e tanto altro, attualmente esposte nello spazio a lui dedicato nel Museo della Città. Fra queste figura una serie di “prove” eseguite prima del bozzetto che porterà al manifesto definitivo. Osservandole, viene fuori quanto sia meticoloso e complesso il processo creativo di Gruou.

Con il tratto leggero del lapis traccia l’idea iniziale della sirena in piedi che sarà mantenuta fino alla fine. La coda si muove a destra, poi a sinistra, prima davanti poi dietro, mentre le braccia sono sollevate o si incrociano sul petto per coprire il seno dell’abbronzata musa marina. Sui suoi lunghi capelli corvini che ricordano le giovani ritratte per le copertine di Ortalion e Linea Intima degli anni ’70, risalta il vezzoso orecchino-conchiglia. È già accennata l’idea del parasole di carta che occupa l’angolo superiore, un giapponesismo” tanto caro e frequente nella produzione dell’artista a partire dagli anni ’50. Ma Gruau abbandona questa figura giovanile per la donna più matura del bozzetto finale che mostra i capelli più corti, la gestualità, i lineamenti e il sorriso delle protagoniste delle copertine di Vogue France o delle soubrette del Moulin Rouge degli anni ’80. Il parasole, disegnato nella spontaneità dell’attimo della sua apertura, si colora di giallo e va a coprire la parte destra del viso della protagonista il cui corpo è diventato un brillante abito da sera blu sostenuto da due fiocchi sulle spalle, lungo fino alla coda, ora fra gli schizzi d’acqua azzurra che suggeriscono onde di uno splendido mare. La “sirena” è una figura ricorrente nella grafica di Gruau, da quella con i capelli verdi del 1948 per il profumo “Vent Vert” di Balmain, alla bionda ingioiellata, anche lei inguainata in blu, realizzata nello stesso anno a Milano, per l’azienda tessile Pirelli-Lastex. Ad esse ne seguiranno altre per Dior, fino alla più bella, quella regalata a Rimini.

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