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L'INTERVISTA

«La musica mi ha permesso di iniziare un nuovo viaggio, forse il più bello di tutti»

Lorenzo Fragola in concerto sabato 28 luglio all’Arena della Regina di Cattolica con il nuovo album “Bengala”

di GIULIA FARNETI

24/07/2018 - 19:59

«La musica mi ha permesso di iniziare un nuovo viaggio, forse il più bello di tutti»

CATTOLICA. Giovanissimo ma con diverse esperienza alle spalle, delicato d’aspetto ma forte nei testi delle sue canzoni: lui è Lorenzo Fragola che si esibirà all’Arena della Regina di Cattolica sabato 28 luglio alle 21.15. La sua ultima fatica è “Bengala”, un album i cui brani rappresentano alla perfezione l’evoluzione del giovane artista catanese. Quello che cerca di fare Fragola è un vero e proprio viaggio, un percorso di formazione non ancora concluso, raccontando i rischi a cui può andare incontro, le incognite che non mollano mai la presa nel difficile mondo di cui ormai fa parte, gli incontri e le sorprese che solo la gioventù può regalare. In “Bengala” raccoglie 10 fotografie che catturano le fasi della sua maturazione, i cambiamenti che lo hanno portato a prendere coscienza di sé e ad affrontare le paure.

Fragola, “Supermartina” è il suo nuovo singolo con Gazzelle che è già un vero e proprio tormentone dell’estate. Com’è nato questo progetto musicale?

«Tutto è partito da Roma perché Federico Nardelli, uno dei produttori del brano, aveva lo studio di registrazione nella Capitale. In quel periodo stavo lavorando ad altro; ho poi conosciuto Gazzelle: ci siamo trovati fin da subito in sintonia e abbiamo scritto questo pezzo in un solo pomeriggio».

Il video racconta di una perfetta giornata di svago e relax tra amici attraverso le soggettive di una videocamera anni 90. Lei è molto giovane, ma meglio aver vissuto quegli anni o i giorni nostri?

«Ho vissuto di più dal 2000 in avanti ma ritengo che ogni epoca abbia i suoi pro e i suoi contro. I 90 erano gli anni che precedevano la grande era digitale, c’erano le cabine telefoniche ancora, c’era più voglia di stare insieme e la musica era un qualcosa di più esclusivo. Oggi invece chiunque può entrare a farne parte, con più voglia di novità».

“Bengala” è uscito il 27 aprile. È l’album che le ha permesso di fare il grande salto. Cos’ha di nuovo rispetto ai precedenti?

«L’ho curato interamente io producendo anche alcune canzoni; ho avuto molte più responsabilità. Volevo trovare un’identità mia, diversa dagli altri e uscire fuori dagli schemi che in cui solitamente ci si trova fagocitati».

È costretto a lasciare per periodi abbastanza lunghi la sua Sicilia. Le manca?

«C’è sempre un forte legame con la mia terra, è parte di me e della mia storia. Ho la tendenza a considerarmi un cittadino del mondo e conoscere sempre più spesso posti nuovi. È la musica che mi ha permesso di iniziare un nuovo viaggio, forse il più bello di tutti. L’arte delle note è la mia causa, in quanto ha fatto sì che partissi, e il mio effetto perché è lo scopo stesso del mio viaggio».

Cos’è cambiato nella sua vita dopo la vittoria ad “X Factor” nel 2014?

«Molto, ma la mia vita era già cambiata quando la musica se ne è impossessata, tanto da “costringermi” a lasciare la facoltà di Lettere a Bologna. Ha subito forti cambiamenti la mia routine; ci sono anche lati negativi, ma quelli positivi sono notevolmente di più».

Nel 2015 porta al Festival di Sanremo “Siamo uguali”, una canzone che parla di amore, dell’essere uguali ma anche diversi.

«Siamo tutti diversi, ognuno con la propria personalità e la propria storia, ma i sentimenti e le emozioni restano gli stessi, indipendentemente dal colore della pelle o dal Paese di provenienza. Siamo tutti umani. Ritengo che l’uguaglianza sia una forma di giustizia che supera qualsiasi tipo di confine».

“1995 il tour” di qualche anno fa ha registrato il sold out nelle principali città d’Italia. Che anno è il 1995?

«È l’anno in cui sono nato. E’ l’ultimo passaggio per lasciare un passato che non tornerà e un futuro che invece era molto vicino ma che ancora da scrivere».

Ad anticipare il suo ultimo album è stato il singolo “Battaglia navale” in cui affronta la difficile tematica della guerra interiore. Si è mai trovato ad affrontare un conflitto dentro di sé?

«Certo che sì. La mia generazione è quella che si pone molte domande, forse troppe, a cui non riesce a dare risposta, cade nello sconforto ma non si arrende e continua il difficile ma bellissimo viaggio della vita».

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