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L'OPERA

La fontana del Masini un manufatto “nobile”

Inaugurata nel 1591 in piazza Maggiore, oggi piazza del Popolo a Cesena, è stata ritratta da Teodorani, Fioravanti e Boschi

di SERGIO SERMASI

23/07/2018 - 13:34

La fontana del Masini un manufatto “nobile”

La fontana Masini inaugurata nel 1591 in piazza Maggiore a Cesena, oggi Piazza del Popolo, deve il nome al suo progettista, il nobile cesenate Francesco Masini, pittore, architetto e grande appassionato di cose antiche. Realizzata in pietra bianca d’Istria e marmi policromi, presenta un ricco campionario di elementi decorativi fra fregi, volute, mascheroni antropomorfi, figure mitologiche di Ninfe e Tritoni dai quali sgorga l’acqua, oltre agli emblemi araldici di Papa Sisto V, dei cardinali legati e della città. In cima, sulla vasca rotonda superiore, si erge la pigna, simbolo dell’albero della vita del Paradiso, dalla quale si innalza il prezioso zampillo.

La struttura che rappresenta un bell’esempio del periodo artistico di “bella maniera”, transizione fra Rinascimento e Barocco, diventa negli anni uno dei simboli della città e il soggetto dell’opera di alcuni artisti. Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960) la dipinge in almeno due occasioni: una vivacissima del 1935 che figura sul volume curato da Orlando Piraccini, pubblicato da Vafra di Cesena in occasione del centenario della nascita dell’artista e una, eseguita nel dopoguerra, ripresa al tramonto. In entrambe le opere emerge con forza la passione per le “impressioni dal vero” che risale all’esperienza giovanile in Toscana e che Fortunato manterrà viva per tutta la sua vita artistica.

Ilario Fioravanti (Cesena 1922 – Savignano sul Rubicone 2012), architetto, scultore e pittore, si dedica all’incisione dal 1964 preferendo la puntasecca tanto “rapida” da permettergli di usare le lastre di zinco come taccuino di viaggio. Una tecnica “sporca” con la quale ottiene risultati straordinari. Una produzione incisoria la sua imponente che comprende anche immagini della fontana Masini eseguite negli anni 70. Fra queste quella dedicata a “Bruchin”, Giovanni Montalti, il popolare poeta dialettale, riprodotta sulla copertina del volume a lui dedicato curato da Umberto Foschi edito da Stilia di Cesena nel 1973 e in quello di Dino Pieri pubblicato da Stilgraf nel 2001.

Ma il pittore che più spesso ritrae Piazza del Popolo e la sua fontana è certamente Luciano Boschi (Cesena 1936-2012), pittore di talento, spirito libero e inquieto e grande viaggiatore. In occasione dell’esposizione “Luciano Boschi” al Palazzo del Ridotto di Cesena nell’autunno del 2015 curata da Vittorio Mosconi, Giancarlo Severi e Massimo Antoniacci ne è esposta una serie, fra dipinti e disegni preparatori. Romano Pieri citato negli “Stralci dell’itinerario critico” nel catalogo della mostra pubblicato da Stampare Edizioni di Cesena, ne elogia la «la sicurezza del disegno» ed enfatizza, riferendosi alle «vedute delle stanze del Quirinale», il talento di Boschi nel «dare consistenza al barocco in tutto il suo intrinseco dinamismo».

Una considerazione che vale anche per il manierismo della “Fontana Masini” che la rapidità impressionistica dell’artista incastona nel proprio contesto scenografico.

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