RAVENNA

Bolle and friends Andiamo a ballare con il più grande

Nel suo gala in scena questa sera al Pala De Andrè si passa dai classici agli scherzi e le chicche tecno

di CLAUDIA ROCCHI

22/07/2018 - 15:59

Bolle and friends Andiamo a ballare con il più grande

Chissà se Rudolf Nureyev, quando lo scelse a 15 anni per il ruolo di Tazio in “Morte a Venezia”, avrebbe immaginato che un giorno Roberto Bolle sarebbe diventato un divo planetario quanto il maestro. Fatto sta che lo spettacolo “Roberto Bolle and friends: danzando con le stelle”, stasera alle 21.30 al Pala De André ospite di “Ravenna festival”, ha le prerogative di un successo da rock star. A partire dai biglietti andati a ruba in poche ore dalla messa in vendita. E poi per il programma “stellare” curato con cura dall’ideatore protagonista.

Dopo le ovazioni che lo accompagnarono nello stesso Pala De André al “Ravenna festival” 2005 (“Sogno di una notte di mezza estate” con il Balletto della Scala), nel 2006 (in “Bolle& Friends”), nel 2007 (con Alessandra Ferri), l’étoile orgoglio del made in Italy fa ritorno in Romagna forte di un successo moltiplicato.

Étoile 4.0

Nell’epoca social, mediatica, pop, Roberto Bolle, che un’anagrafe antica porrebbe come ballerino in età da pensione (è nato nel 1975), sembra ringiovanirsi come “Dorian Gray” il personaggio che interpreta stasera in una coreografia costruita per lui dal fido coreografo Massimiliano Volpini, sulle note live di una composizione sul tema della Passacaglia di Von Biber realizzata ed eseguita dal violinista Alessandro Quarta.

La danza oltre il divismo

I varietà televisivi, le interviste sul piccolo schermo, il film di Francesca Pedroni “Roberto Bolle. L’arte della danza”, hanno contribuito alla crescita del “mito”. Ma Roberto Bolle non si bea di sola notorietà effimera. Ne approfitta per progettare e ideare eventi di grande richiamo popolare in grado di avvicinare ogni persona alla gioia della danza, contaminandosi con personaggi e arti di altro tipo, secondo l’era globale. Così è avvenuto in giugno anche per “Milano on dance” dove davvero Bolle ha acceso la passione per la danza.

Il cast dei “Friends”

Con la “compagnia degli amici” Roberto Bolle si esprime anche da maestro, oltre che da direttore artistico; offre un palcoscenico a étoile internazionali, e a giovani talenti nostrani che meritano attenzione. Con uno sguardo privilegiato su quelli della “sua” Scala. Così stasera danza con la salentina Nicoletta Manni, classe 1991 prima ballerina del Teatro alla Scala. Insieme interpretano il passo a due pittorico “Caravaggio” creato da Mauro Bigonzetti su musiche di Claudio Monteverdi rivisitate da Bruno Moretti; danzano in coppia anche nel pezzo contemporaneo “Step Addition” di Sébastien Galtier su musica di René Aubry. Un passo a tre in cui Bolle “fa da chioccia” e lancia due giovani colleghi della Scala, è “Canone in D Major”, su coreografia di Jiři Bubeníček e musiche di Pachelbel e del “gemello” Otto Bubeníček. Bolle qui si affianca al carrarese Nicola Del Freo, classe 1991 e al napoletano Gioacchino Starace classe 1994. Un altro figlio della Scala è il sardo Angelo Greco, classe 1995, ora nel San Francisco Ballet. Con la russa Maria Kochetkova danza il passo a due “Le Fiamme di Parigi” di Vasilij Vainonen, su musica Boris Asafiev.

I classici

Fra i brani di repertorio si rivede il passo a tre da “Il corsaro” di Marius Petipa su musica di Riccardo Drigo. Danzano la giapponese Misa Kuranaga del Boston Ballet, il russo Timofej Andrijashenko (nel 2014 a “Ravenna festival” si esibì ne “Le maître et la ville” di Micha Van Hoecke), e il cubano Taras Domitro. In scaletta anche il passo a due dal II atto di “Schiaccianoci” su musica di Caikovskij, con Kuranaga e Domitro. E poi il passo a due dal II atto di “Don Chisciotte” di Minkus, con Nicoletta Manni e il cubano Osiel Gouneo virtuoso delle “piroette”.

Completano l’offerta due chicche; il passo a due creato nel 1974 da Roland Petit “Proust, ou les Intermittences du Coeur” su musiche di Gabriel Fauré danzato da Roberto Bolle con Timofej Andrijashenko, e il contemporaneo “At the End of the Day” dell’inglese David Dawson danzato da Maria Kochetkova e Sebastian Kloborg di Copenaghen, del Royal Danish Ballet. Per una danza popolare e colta allo stesso tempo, davvero per tutti.

Info: 331 1795599

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