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RAVENNA FESTIVAL

Bill T. Jones, nella lettera al nipote uno sguardo americano sul mondo

Al teatro Alighieri in prima italiana lo spettacolo del coreografo con la sua Arnie Zane Company

di CLAUDIA ROCCHI

11/07/2018 - 11:31

Bill T. Jones, nella lettera al nipote uno sguardo americano sul mondo

RAVENNA. Scrittori, musicisti, poeti… L’America idealista si è fregiata nei secoli di personaggi dal ruolo doppio, artisti e attivisti insieme. La danza è stata meno citata per questa doppia componente; fra i contemporanei ci ha pensato Bill T. Jones, con la sua Bill T. Jones /Arnie Zane Company di New York, a portare avanti, dentro il suo coreografare, elementi anche “politici” espressi con il linguaggio della modern dance e con un post modern infarcito di contaminazioni visuali, multimediali, espressive, secondo la modalità degli anni 2.0. Lo si è visto nel suo battagliare coi corpi contro il razzismo come sull’identità di genere. In una intervista al Corriere della Sera ha però controbattuto alla definizione di “attivista”: «Non mi considero tale. Sono piuttosto un artista che usa la materia della propria vita per creare eventi teatrali poetici».

La “Lettera” al nipote

Il nuovo spettacolo A letter to my nephew stasera alle 21.30, teatro Alighieri, in prima italiana, riporta a Ravenna festival la Bill T Jones /Arnie Zane company a otto anni da “Serenade/The proposition” su Abraham Lincoln. La nuova “Lettera”, sullo sfondo di temi sociali, intreccia elementi intimi e affettivi legati alla famiglia. Famiglia che fa riferimento a Lance Theodore Briggs, figlio unico di sua sorella; un ex bambino promettente, un giovane artista avviato alla carriera anche nella moda, che si è interrotto entrando nella spirale di droga e prostituzione, fino alla malattia (Aids) e alla sedia a rotelle.

«Questo lavoro – ha dichiarato il coreografo alla vigilia del ritorno della compagnia in Italia –, oltre a essere una lettera indirizzata a mio nipote, è un’opportunità di riflettere sul mondo contemporaneo e sulla vita di un artista girovago».

Dopo aver celebrato Lincoln abolitore della schiavitù nera, Jones a 66 anni affronta temi personali ma di coinvolgimento popolare. «Non è un pezzo di riflessione sull’America – ha commentato – piuttosto è uno sguardo americano sul mondo».

Lo spettacolo

“A letter to my nephew” è costruito con flashback che citano momenti della vita di Lance (dalle sfilate di moda alla vita di strada, al letto di ospedale); l’idea è di costruire un epistolario virtuale di cartoline spedite dal ragazzo a casa, mentre vive in una vecchia Europa da fare sognare (la prima mondiale dello spettacolo fu a Parigi nel novembre 2015, la sera dell’atto terroristico al Bataclan). La storia si accompagna alle proiezioni suggestive di Janet Wong (aiuto coreografa) e alla musica originale; questa viene eseguita dal vivo dal suo compositore Nick Hallett, mentre la voce da baritono Matthew Gamble sottolinea alcuni momenti, sempre dal vivo. I nove danzatori raccontano diversi momenti travagliati di Lance, dal commercio sessuale al duro lavoro per crescere; compongono frammenti di un mosaico concentrico di immagini. Ogni protagonista dialoga col proprio presente, ferma un fotogramma di un luogo di un istante della vita di Lance in una continua trasformazione. Le musiche sono un mix sonoro con un po’ di tutto: ninne nanne, blues, musica house. I quadri danzati evocano ora una lezione di classica, ora una discoteca inebriante, ora paesaggi interiori più astratti. L’intento dello “zio” nei confronti del nipote si fa celebrativo e riflessivo.

Bill T. Jones

Definito “insostituibile tesoro della danza” (Dance Heritage Coalition, 2000), Bill T. Jones in 35 anni ha contribuito all’evoluzione della danza contemporanea, con 140 creazioni realizzate con la sua compagnia cofondata nel 1982 con l’allora compagno Arnie Zane. Presto le battaglie civili cominciarono a delineare i lavori; la piaga dell’Aids, che divorò Arnie Zane nel 1988, fu tra i temi principali. Al di là della vocazione politica, la compagnia si è fatta notare negli anni per lavori di impatto visivo e di approccio stilistico al movimento, alla voce, alla messa in scena. Oggi il suo centro New York Live Arts si impegna nella relazione con la società. «Crediamo l’artista si giochi un ruolo da testimone della verità», le parole di Bill.

Info: 0544 249244

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