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RAVENNA FESTIVAL

Martin Luther King: cosa resta oggi del sogno?

Paolo Naso parlerà alla Classense del pensiero, della storia e dell’attualità del reverendo assassinato nel 1968

05/06/2018 - 09:00

Martin Luther King: cosa resta oggi del sogno?

RAVENNA. «I have a dream», ho un sogno, ripete Martin Luther King. È il 28 agosto del 1963, sono 300mila le persone raccolte davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine della celeberrima marcia “per il lavoro e la libertà”. Cosa rimane oggi del suo sogno, di quel potente appello per una società equa, a distanza di cinquant’anni dal suo assassinio a Memphis?

A questa domanda, che è anche un interrogativo sulla memoria collettiva e sull’infrangersi delle lunghe onde del sogno sugli scogli della storia, Ravenna festival, nell’anno in cui celebra il ricordo del reverendo King con il titolo We have a dream, risponde con l’incontro in programma oggi alle 18 alla biblioteca Classense.

Nel chiostro, il professor Paolo Naso, docente di Storia politica e coordinatore del master in Religione e mediazione culturale alla Sapienza, affronterà il pensiero di King, quei principi e quelle speranze che ne accompagnarono le battaglie non violente per il superamento della segregazione razziale.

Il sogno e la mostra

Il pensiero e l’attualità di Martin Luther King è un appuntamento realizzato in collaborazione con l’Associazione Romagna-Camaldoli; incrocia e inaugura l’itinerario di incontri ed eventi “Via Sancti Romualdi”.

L’incontro con Naso offrirà anche l’occasione, alle 17, per svelare al pubblico i mosaici realizzati degli studenti del liceo artistico Nervi-Severini, nell’ambito di una collaborazione con Ravenna festival. Fonte d’ispirazione il volto-icona di Martin Luther King; le sette opere di “Art for the M. L. King” rimarranno esposte nel primo chiostro della biblioteca fino al 22 luglio. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.

La storia e la memoria

Martin Luther King ha 34 anni quando pronuncia il discorso che resterà scolpito nella memoria e nella storia non solo della popolazione di colore in America, ma di tutti coloro che anelano alla libertà, alla giustizia, all’eguaglianza. Cinque anni più tardi King muore assassinato da un suprematista bianco. Appuntamenti come quello di oggi sono l’occasione per approfondire il lascito di uomini che rappresentano punti di riferimento del nostro orizzonte morale, per non dimenticare errori e orrori passati, né la forza del sogno condiviso.

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