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RICCIONE

La vera guerra è quella dei dati, E al “Dig” lo sanno

Torna a Riccione la kermesse giornalistica che assegna i premi per le migliori inchieste tv. Tanti gli ospiti, da Morgan al direttore dell’“Espresso” Marco Damilano

di ALESSANDRO FIOCCA

24/05/2018 - 10:30

La vera guerra è quella dei dati, E al “Dig” lo sanno

RICCIONE. Torna il “Dig festival” di Riccione, appuntamento con il giornalismo d’inchiesta in programma dall’1 al 3 giugno, tra Palazzo del Turismo e piazzale Ceccarini. Tema portante di questa edizione, titolata “War on data”, è la guerra dei dati, considerati il petrolio dell’era digitale.

La guerra dei dati

Diversi i momenti di approfondimento su questo tema. Il primo proprio venerdì 1° giugno alle 9.30, con Federico Nejrotti (Motherboard, Vice) che svelerà i segreti di Facebook.

Sabato 2 alle 16, invece, verrà presentato in anteprima il documentario-inchiesta “La scelta”, all’interno di un appuntamento più ampio dal titolo “L’utopia di Rousseau. Dentro il sistema operativo del Movimento 5 Stelle”. David Puente (blogger ed ex Casaleggio Associati) si confronterà con Silvia Boccardi, Giuseppe Francaviglia e Giorgio Viscardini, autori del documentario.

Domenica 3 giugno alle 11.30, Philip Di Salvo (Osservatorio europeo di giornalismo) si interrogherà infine sulle fughe di dati sensibili e sulle relazioni tra hacker, media e politica, mentre gli esperti reporter dell’Investigative Reporting Project Italy rifletteranno sulle insidie dell’informazione online.

Le inchieste

Sarà l’ex “Iena” Luigi Pelazza ad aprire, venerdì 1° giugno alle 20.30, il fronte delle inchieste speciali, raccontando la sua straordinaria docuserie “Il mio nemico”, frutto di due anni vissuti pericolosamente in Libia.

Il giorno dopo, alle 17.30, Cecilia Anesi e Giulio Rubino (Irpi), Carlo Bonini (Repubblica) e Drew Sullivan (Occrp), partendo dalle storie di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak, giornalisti uccisi nel 2017 e 2018, si confronteranno sull’importanza della collaborazione come strumento di difesa per chi compie inchieste scomode in un focus dal titolo “Killing journalists will not kill their stories”.

Alle 18.30, invece, Ali Fagan, Lorenzo Tondo e Hans Peterson Hammer presenteranno l’inchiesta “Generalen” e la vicenda di Medhane Yehdego Mered, arrestato perché ritenuto un trafficante di esseri umani ma, in realtà, solo un’innocente vittima di uno scambio di persona.

L’Italia tra mafia e terrorismo

Il festival accenderà i riflettori anche su alcuni temi che caratterizzano il Paese. Domenica 3 giugno (11.30) Alberto Nerazzini e la criminologa Stefania Crocitti discuteranno infatti di ’ndrangheta con il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, affrontando anche lo sconfinamento della multinazionale del crimine in Emilia-Romagna.

Nella stessa mattinata (alle 10.30), in conversazione con Amadore Agostini (Qn-La Nazione) Massimiliano Arena affronterà i temi spinosi dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina e del caporalato.

Alle 18.30, infine, il direttore dell’Espresso Marco Damilano presenterà “Un atomo di verità”, libro in cui ricostruisce la figura di Aldo Moro attraverso foto, ritagli e materiali dell’archivio Flamigni. Con lui Ilaria Moroni (direttrice dell’archivio), Oliviero La Stella e Serena Riformato.

Gli spettacoli

Venerdì sera Morgan presenterà il suo nuovo spettacolo teatrale: “La canzone perfetta” mentre un inedito abbinamento tra il Corpo bandistico Città di Mondaino e l’elettronica di Inserire Floppino caratterizzerà la serata del 2 giugno. Domenica 3, infine, i disegni dal vivo di Giuseppe Palumbo, la voce di un testimone oculare impersonato da Dany Greggio, e la musica live degli Amycambe, autori di una rivisitazione in chiave indie del repertorio folk colombiano, saranno i protagonisti di “Escobar. El patrón”.

dig-awards.org/it/festival

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