IL FESTIVAL

Naturale, umano, emotivo Santarcangelo si fa paesaggio

La 48ª edizione presentata a Bologna dall’assessore regionale alla Cultura, la sindaca e le due curatrici

di RITA GIANNINI

22/05/2018 - 12:06

Naturale, umano, emotivo Santarcangelo si fa paesaggio

Internazionalità, innovazione, condivisione, apertura alla comunità, sono le fondamenta del programma del 48° Santarcangelo Festival in scena dal 6 al 15 luglio. Festival che, come affermato in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura della Regione, Massimo Mezzetti, «è l’appuntamento storico per eccellenza della Regione e principale vetrina della ricerca e della sperimentazione teatrale, musicale, performativa». Manifestazione che conferma e rilancia il suo ruolo nella scena contemporanea internazionale, configurandosi come una piattaforma intercontinentale che offre una nuova ampia visione su ciò che di rilevante accade nell’ambito delle performing arts. E se non bisogna aspettarsi il già noto e il già visto serve anche essere pronti a una miriade di sfide, temporali, spaziali e di contenuto, con eventi già nella mattina e via via fino all’alba, spaziando tra le arti e i generi, senza limiti geografici attraversando boschi, torrenti, spiagge.

Più di 150 appuntamenti

Con dirompente audacia, come hanno spiegato la presidente (nonché sindaca) Alice Parma, la direttrice Eva Neklyaeva e la codirettrice Lisa Gilardino, vengono proposti oltre 150 appuntamenti, accogliendo 54 formazioni da tutto il mondo e 200 artisti «le cui voci hanno molto da dire, seppure ancora ancora poco ascoltate», le cui creazioni hanno «formati speciali o trattano tematiche difficili da presentare nel circuito tradizionale, ma sono urgenti per il dibattito artistico e politico». Anche le modalità di creazione e di visione sono non convenzionali e immersive, si vedano le esperienze con operatori e cittadini. Nella creazione dei 150 appuntamenti, in gran parte pensati e creati per il festival, sono coinvolti oltre 200 tra adulti, adolescenti e bambini del territorio e non è raro che lo stesso pubblico venga chiamato ad essere co-creatore dello spettacolo. Una pratica voluta dal Festival così come «il festival è voluto dalle istituzioni e dalla città, frutto di una precisa scelta», come ha sottolineato la Parma.

Artisti dal mondo

Tra gli spettacoli così caratterizzati Multitud dell’uruguaiana Tamara Cubas che, il 6 luglio aprirà il Festival coinvolgendo circa 70 volontari. E ancora Arrêt sur image performance della coreografa greca Panagiota Kallimani, frutto di un laboratorio con i bambini. Non mancano i progetti speciali, tra cui quello con Macao, centro milanese per le arti, la cultura e la ricerca, titolo Crypto rituals che introduce una criptomoneta, detta “Santa Coin”, e collabora con i professionisti del territorio che si occupano di benessere e cura del corpo divenendo essi stessi protagonisti. Accadrà così che Piazza Ganganelli sarà invasa durante i fine settimana da “rituali” proposti dagli artigiani del corpo (un’acconciatura o un massaggio, una manicure o una lettura di tarocchi), acquistabili con la nuova moneta.

Musica, cinema e ristorazione

Grande attenzione alla musica, con un programma, a cura di Stefania Pedretti e Francesca Morello, a ingresso libero, che si dipana tra concerti e dj-set sotto lo chapiteau di Imbosco, in Piazza Monache e nello spazio Nicoletti. Riconfermati il cinema gratuito in piazza e i progetti realizzati con i teenager come “La non-scuola / Teatro delle Albe”, “Let’s Revolution!” e “Wash up” il mini festival annuale creato dai giovanissimi. L’edizione ospita, come ogni anno, il mercatino artigianale “Garage sale”, la ristorazione vegan-friendly al Centro festival, le attività sportive all’aperto, i workshop, i talk, i momenti di condivisione e la collaborazione con “La notte rosa”.

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