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ARTE

Antonio Ricci a Novafeltria. Lo stesso di Invorio Inferiore

Due monumenti ai caduti, realizzati nella cittadina romagnola e in provincia di Novara, rivelano la stessa sapiente mano

di SERGIO SERMASI

14/05/2018 - 11:41

Antonio Ricci a Novafeltria. Lo stesso di Invorio Inferiore

“Mercatino Marecchia ai suoi caduti in guerra 1914-1918” recita l’iscrizione sul monumento al centro dei giardini dietro al Municipio di Novafeltria, la denominazione acquisita dal 1941.

Su una base quadrata due cubi sovrapposti appoggiati su una breve scalinata, sorreggono un obelisco in pietra al culmine del quale si erge la scultura in bronzo di una Vittoria alata, bella e sensuale, che con la mano destra porge la corona d’alloro simbolo della gloria immortale degli eroi mentre con la sinistra tiene un ramo di quercia che incarna la forza e la dignità del popolo d’Italia.

Sul cubo alla base dell’obelisco, sul fronte principale, un altorilievo in bronzo mostra in primo piano ad occupare anche l’ultimo gradino, il corpo di un soldato nudo riverso a terra mentre stringe come un sudario la bandiera al petto.

Al suo fianco un elmetto e la testa di un altro milite ucciso che emerge dalla trincea. Sullo sfondo, un campo di grano sulla riva di un fiume e al di là di esso, più lontano, un paese in fiamme con una densa nuvola di fumo che raggiunge la centinatura dell’opera.

Consultando il sito del progetto nazionale “Pietre della memoria” promosso dal Comitato regionale umbro dell’Associazione nazionale fra Mutilati e Invalidi di guerra – fondazione che cataloga monumenti, lapidi e quanto prodotto per ricordare fatti e persone legati alla prima e alla Seconda guerra mondiale oltre a quella di Liberazione – si scopre che l’opera, eseguita prima del 1923, è di “A. Ricci da Milano” (forse si tratta dello scultore lombardo Antonio Ricci), sulla base del libretto “Monumenti della riconoscenza eretti dagli italiani ai caduti per la patria nella Grande guerra” pubblicato da E. Malferrari & C. Editori, Bologna, nel 1925, fra i quali figura anche quello di Novafeltria.

Antonio Ricci, (Chiari 1857 – Milano 1939), dopo il diploma conseguito all’Accademia di belle arti di Brera, insegna disegno tecnico a Milano, senza mai abbandonare Chiari. Gran parte della sua produzione scultorea comprendente monumenti funerari, statue, busti, bassorilievi e medaglioni di ottima fattura che si rifanno alla tradizione del classicismo accademico, è conservata nelle raccolte d’arte della Fondazione Bilioteca Morcelli – Pinacoteca Repossi e nel cimitero comunale della sua città natale.

Nel 1921 Ricci realizza il monumento ai caduti di Invorio Inferiore, oggi semplicemente Invorio in provincia di Novara, in prossimità del lago Maggiore. A parte alcuni decori come la corona di alloro e quercia in bronzo collocata sui gradini nella parte frontale, l’opera è identica a quella di Novafeltria, togliendo così ogni dubbio sulla corretta attribuzione di quest’ultimo allo scultore clarense.

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