INTERVISTA

“Alis” torna nel paese delle meraviglie tanto amato da Fellini

All’Rds Stadium di Rimini il 14 e 15 aprile in scena lo show con i migliori artisti del Cirque du Soleil

di GIULIA FARNETI

29/03/2018 - 12:22

“Alis” torna nel paese delle meraviglie tanto amato da Fellini

RIMINI. Il meglio del circo moderno, quello da pelle d’oca che fa vibrare le corde emotive di tutti per la spettacolarità con la quale viene espresso e per la bravura delle esibizioni di artisti provenienti da tutto il mondo. “Alis”, lo show con un cast stellare e che annovera i migliori artisti del Cirque du Soleil, fa tappa a Rimini all’Rds Stadium il 14 e 15 aprile.

Acrobati, giocolieri, equilibristi e musicisti di tutto il mondo saranno in scena per quasi due ore senza interruzioni e senza animali. “Alis” è un grande e consolidato spettacolo, forte del consenso di pubblico e critica ottenendo record assoluti come numero di spettatori e registrando il tutto esaurito nelle città dove ha manifestato le performance. Gli artisti sono protagonisti delle più note produzioni mondiali di circo contemporaneo. A fare da padrone di casa di questa gigantesca macchina di spettacolo è Onofrio Colucci, direttore artistico, co-autore e maestro di cerimonia. Ne abbiamo parlato proprio con lui.

Colucci, il 14 e 15 aprile sarete in scena a Rimini. Perché proprio questa piazza?

«In realtà, questo è una sorta di ritorno alle origini del progetto perché avevamo intenzione di portare l’altissima qualità del circo contemporaneo mondiale nella provincia italiana. Ecco che Rimini ci sembrava una tappa obbligatoria vista la sua fertilità artistica e la grande vivacità territoriale. Dovremmo ricordarci più spesso che l’Italia è costituita da grandi eccellenze».

Ci spiega meglio cos’è “Alis”?

«Racchiude quello che c’è di meglio a livello mondiale del circo contemporaneo. È un work in progress in cui, di volta in volta, presentiamo una selezione di artisti che cambia a ogni edizione, cerchiamo di migliorarci sempre. È una sequenza da vivere tutto d’un fiato in cui il tema principale sarà quello “Alice nel paese delle meraviglie”. D’altro canto il compito del circo è quello di meravigliare ed emozionare. Quest’anno saranno moltissime le novità».

Cosa vuol dire essere a capo di una così grande macchina di intrattenimento?

«È' una grande responsabilità e comporta moltissimo lavoro. I 28 artisti che il pubblico vedrà esibirsi non sono improvvisatori, ma le loro fatiche sono frutto di lavoro con sei ore di allenamento al giorno circa. È un grande onore essere a capo di uno spettacolo circense di questo tipo, anche per il grande amore che ho per questo mestiere».

Chi è Onofrio Colucci?

«È prima di tutto un papà. E poi è un artista che ha fatto del suo lavoro la sua arma e il suo grido di battaglia. È un uomo che ha raggiunto una certa maturità, cercando di esprimerla in tutto quello che fa».

Ma lei è stato anche un enfant prodige del nuovo circo, in particolare del Cirque du soleil.

«Prima di diventare quello che sono, sono stato un clown e per svolgere questo mestiere si deve collezionare un bel po’ di vissuto per poterlo poi riproporre in maniera surreale».

“Se il circo fosse ancora un genere di spettacolo di una certa attualità, mi sarebbe piaciuto molto essere il direttore di un grande circo, poiché il circo è esattamente un miscuglio di tecnica, precisione e improvvisazione”, così affermava Federico Fellini. Il circo è davvero così?

«Più che d’accordo. L’improvvisazione però deve essere relegata a momenti molto precisi: me la prendo tutta sulle spalle in quanto maestro di cerimonia. Anche se vengono fatte molte repliche, uno spettacolo non sarà mai uguale al precedente. Fellini con il suo “I clowns”, ha lanciato un vero grido d’amore nella speranza che quest’arte non muoia mai».

Guida gli spettatori in un viaggio tra il sogno e la realtà, ma cos’è un sogno e cos’è la realtà?

«Secondo me, il sogno e la realtà sono legati l’uno all’altro in maniera assolutamente viscerale. Davanti ai nostri occhi abbiamo una realtà sognante che ci propone vere e proprie bellezze che però vanno via via svanendo; perdiamo sempre più velocemente questa capacità di meravigliarci a occhi aperti ed è un peccato».

Cosa spera arrivi al pubblico di “Alis”?

«Mi auguro che il circo possa ridare agli spettatori quella capacità di meravigliarsi e di rimanere increduli davanti agli attimi di bellezza che la vita ci dà costantemente».

Per informazioni e prenotazioni dei biglietti: www.alisticket.it. Agevolazioni per bambini e famiglie, secondo il settore scelto.

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