CINEMA

Quando Fellini fece da “guida” al giovane Steven Spielberg

Il ricordo del collega riminese da parte del grande regista Usa ai David di Donatello

di SALVATORE BARBIERI

22/03/2018 - 19:45

Quando Fellini fece da “guida” al giovane Steven Spielberg

RIMINI. Quando Fellini faceva la... guida turistica per premi Oscar in erba!: «Fellini mi fece vedere Roma con i suoi occhi e mi diede un consiglio che non ho mai dimenticato». Sono le parole pronunciate da Steven Spielberg l’altra sera a Roma mentre riceveva il David di Donatello alla carriera. Il grande regista di tanti capolavori e blockbuster ha parlato del suo primo incontro con il genio riminese.

Ricevendo il premio da Monica Bellucci, Spielberg ha ricordato i grandi maestri del cinema italiano che lo hanno ispirato: da Rossellini a De Sica, Risi, Visconti, Pasolini, Leone, Benigni, Tornatore, ma anche Lina Wertmüller («nel 1977 è stata la prima donna candidata all’Oscar come migliore regista»). Oltre naturalmente a Federico Fellini.

«Venni a Roma nel 1971, quasi all’inizio della mia carriera, dopo aver realizzato un film per la televisione Usa che poi sarebbe uscito al cinema col titolo “Duel” (suo primo lungometraggio, ndr)», ha detto il regista. «Mi ero addormentato in albergo quando mi ha svegliato il concierge dicendomi che c’era una visita importante per me. Scesi e trovai Federico Fellini!».

Fu un vero choc per il 25enne cineasta americano che si trovò davanti uno dei miti del cinema mondiale: «Fellini aveva visto “Duel” a una proiezione la sera prima ed era venuto a dirmi quanto gli fosse piaciuto. Mi portò a fare una passeggiata e io vidi Roma attraverso i suoi occhi».

Ma Fellini non si limitò a fare da cicerone per il giovane collega, regalandogli anche un prezioso consiglio: «Sapendo che avrei dovuto incontrare la stampa, Fellini mi disse: “Non dare mai due volte la stessa risposta alla stessa domanda. È sempre importante intrattenere il pubblico, ma è ancora più importante intrattenere te stesso. Dunque, per conquistare il pubblico bisogna prima di tutto essere il pubblico”. Quel suo consiglio non l’ho mai dimenticato: molti dei miei film lo hanno sfruttato alla lettera».

Spielberg ha anche ricordato che da 45 anni conserva nel suo ufficio la foto scattata con Fellini quel giorno. Se fosse stato ancora “in vita” il Premio Fellini, certo il regista Usa avrebbe meritato di vincerlo per quanto da lui affermato. Fra due anni si festeggerà il centenario della nascita di Fellini (1920-2020) ed è bello, oggi, immaginare che potrebbe essere proprio Spielberg a dirigere un eventuale biopic sul regista riminese: una grande vita andrebbe raccontata da una grande firma.  

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