RIMINI

Caravaggio star multimediale: la sua arte diventa “Experience”

Proiezioni, musica e profumi tra luci e ombre alla sala dell’Arengo: 48 minuti per vivere 57 capolavori

di ANNA BATTISTINI

22/03/2018 - 10:30

Caravaggio star multimediale: la sua arte diventa “Experience”

RIMINI. La luce, il naturalismo, la teatralità, la violenza. Le immagini, la musica, il profumo. L’emozione. L’arte va in scena. Benvenuti nell’installazione-spettacolo Caravaggio experience, il progetto culturale dedicato alle opere, alla tecnica e alla vita dell’artista Michelangelo Merisi, che Rimini accoglie da sabato 24 marzo al 22 luglio 2018 nella sala dell’Arengo, in piazza Cavour. Dopo Roma, Torino e Città del Messico, l’evento fa il suo ingresso nella città di Fellini, portando un “sogno ad arte” da vivere a occhi aperti. Coprodotto da Maggioli e Medialart, realizzato dai video artisti di The Fake Factory, Caravaggio experience è un viaggio immersivo ed esplorativo tra le tecniche, i temi e i segreti di uno dei più celebri e inquieti pittori italiani del Seicento, ma è, in particolar modo, un’immersione in tutti i sensi dentro l’opera d’arte, da vivere come un film.

I cinquantasette capolavori dell’artista (tra cui “Vocazione di san Matteo”, “Scudo con testa di Medusa”, “Suonatore di liuto”, “Ragazzo morso da un ramarro”), riprodotti attraverso l’uso di 17 proiettori, regalano allo spettatore un’esperienza forte sul piano sensoriale, della durata complessiva di 48 minuti. La videoinstallazione è divisa in sezioni, ciascuna delle quali è legata a un tema caravaggesco: la luce, il naturalismo, l’enigma del Narciso, la teatralità, la Medusa, la violenza, i luoghi del Caravaggio e l’arte immortale dell’artista.

Ma a «rendere esclusiva l’installazione è soprattutto l’approccio contemporaneo all’opera d’arte», hanno raccontato ieri gli organizzatori dell’evento che, insieme al sindaco di Rimini Andrea Gnassi e all’assessore alle Arti Massimo Pulini, hanno presentato l’appuntamento rivolto a un pubblico differenziato.

«L’immersione dell’osservatore nella serie straordinaria di dipinti di Caravaggio nella chiesa dei Francesi a Roma ancora oggi sconvolge, immaginiamo allo scadere del XVI secolo – afferma Pulini –. Oggi la tecnologia contemporanea permette immersioni che diventano totali e che possiamo equiparare alla forza di impatto di allora. Il coinvolgimento diventa allora racconto, e il racconto è il futuro non solo dei musei ma anche del rapporto tra pubblico e arte. I musei a volte hanno un silenzio totale intorno alle opere, che spegne l’approccio: per questo siamo davvero contenti di ospitare una manifestazione come Caravaggio experience e lieti della sua sinergia con la Biennale del disegno. Gli ingressi ad entrambe sono inclusi in un unico biglietto».

«I due percorsi artistici – ha sottolineato Gnassi – ci permettono di inaugurare la Pasqua e l’arrivo della stagione estiva con un’offerta culturale forte. Non mancherà un’operazione con le scuole».

Per Stefano Fake (The Fake Factory) «questa idea dell’arte immersiva sta diventando una nuova forma di spettacolo, come prima lo era il cinema agli albori del ’900. Il racconto audiovisivo è solo l’inizio di questa nuovo modo di approcciarsi all’arte del passato. Il format da alcuni giovani critici è già stato battezzato “l’ottava arte”. Le videoproiezioni, inoltre, permettono di contemplare l’opera come difficilmente sarebbe possibile fare dal vivo. Non si vede la pennellata, ma gli ingrandimenti di altissima qualità restituiscono allo spettatore gli studi dell’artista sulla luce, protagonista assoluta della sua produzione, e i processi compositivi. Sembra proprio di trovarsi dentro il suo studio. L’aspetto teatrale, il “fermo immagine” sull’aspetto dinamico dei personaggi, che vengono scorporati dall’opera, sommati alla parte didattica, assicurano un continuo flusso emozionale arricchito dalle musiche originali di Stefano Saletti».

Per Valentina Sicca di Medialart «Caravaggio experience è un modo di trasferire l’arte italiana in tutto il mondo». Completano l’appagamento dei sensi le fragranze olfattive create dall’Officina Santa Maria Novella, che avvolgono gli spazi espositivi con «un profumo “Maledetto” – dice Gianluca Foà – che racchiude, tra le altre, note di bergamotto e patchouli». E per finire, selfie ad arte per tutti.

La mostra ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Rimini.

Info: caravaggio@maggioli.it

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