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ARTISTI DIMENTICATI

Arte e nobiltà: il riminese Andrea Baldini, conte pittore

Cade quest'anno il cinquantenario della morte (1900-1968). Fu allievo di Primo Amati e amico di Demos Bonini: l'anarchico, il nobile e il socialista

di SERGIO SERMASI

12/03/2018 - 13:28

Arte e nobiltà: il riminese Andrea Baldini, conte pittore

Il conte Andrea Baldini (Rimini 1900-1968), del quale cade quest’anno il cinquantenario della morte, coltiva fin da giovane diverse passioni artistiche come la musica, la fotografia, la cinematografia e la pittura.

A quest’ultima dedica un maggiore interesse tanto da prendere lezioni da Primo Amati (Rimini 1894 – Viserba 1944), il decoratore di carrozze autodidatta, dotato di un formidabile senso del colore e di un’ottima tecnica pittorica.

«Uno dei rari, forse l’unico sodalizio artistico che possiamo ricordare fu quello stretto da Primo Amati col conte Andrea Baldini e con Demos Bonini: l’anarchico, il nobile e il giovane socialista passavano nel greto del Marecchia o nella soffitta del palazzo Baldini interi pomeriggi a scrutare e studiare le luci e i colori della natura...».

Così lo storico dell’arte Pier Giorgio Pasini scrive a proposito del patrizio riminese nel volume “Storia di Rimini dal 1800 ai giorni nostri III. L’arte e il patrimonio artistico e archeologico”, edita da Bruno Ghigi nel 1978.

Una frequentazione costante fra il 1938 e il 1943 che si interrompe a causa del conflitto mondiale e per la tragica morte di Amati sotto i bombardamenti alleati del ’44.

Michela Cesarini nel catalogo della mostra riminese “Demos Bonini. Tracce di un’avventura artistica” del 2006, pubblicato da Guaraldi, racconta come nel dopoguerra Baldini continua a recarsi sul colle di Covignano, in campagna e sul porto canale a dipingere con Demos che lo convince a partecipare alla prima Biennale d’arte romagnola di Forlì nel 1951.

Dopo questo esordio, presenta due nature morte alla Sala delle Colonne di Rimini in occasione della Mostra d’arte contemporanea del 1953. Con un cromatismo intenso e corposo che lo avvicina stilisticamente sia al maestro “Giorgio”, il nome d’uso di Amati, che a Demos, anche Baldini predilige dipingere paesaggi, nature morte e qualche autoritratto.

Un paio di questi ultimi, dono della vedova dell’artista, sono oggi nel Museo della Città di Rimini. In uno di essi si ritrae “ in veste di marinaio” sullo sfondo del porto canale, rivelando oltre a un realismo ricco di qualità espressive, un notevole senso compositivo.

Il conte, poco propenso alle apparizioni pubbliche, diserta sistematicamente le esposizioni tanto che per vedere le sue opere bisogna attendere la retrospettiva postuma “Conte Andrea Baldini 1900-1968 : un pittore fra fantasia e realtà” del 1986 nella sala dell’Azienda di Soggiorno di Rimini, arricchita da scatti fotografici e filmati realizzati dall’artista, e nella mostra del 1991 “Andrea Baldini, pittore: arte e solidarietà”, organizzata dal Rotary Club di Rimini nella Sala delle Colonne, commentata da Anna Graziosi Ripa.

Alcuni quadri di Baldini figurano nelle due mostre “Novecento riminese” del 1997 e “Pittori riminesi” del 2012 curate rispettivamente da Pier Giorgio Pasini e Marco Gennari e nei relativi cataloghi pubblicati dagli Editori Riminesi Associati e da Pazzini Editore di Villa Verucchio.

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