#Tale e quale a me: scatti di comicità«Dentro il mio Instagram c'è il teatro»

Un personale album fotografico tutto da ridere tra racconti, canzoni, sketch, cabaret e imitazioni Oggi e domani al Comunale di Cervia lo spettacolo dell'artista con la regia di Gabriele Guidi

di CLAUDIA ROCCHI

01/02/2018 - 09:35

«Dentro il mio Instagram c'è il teatro»

Claudia Rocchi

Ne è passato di tempo (e di risate) dal tormentone televisivo di Zelig “chi è Tatiana”; eppure Gabriele Cirilli cinquantenne di Sulmona, riesce a mantenere una carica empatica contagiosa, una simpatia che mette a proprio agio chi gli sta accanto. La Romagna del Petrella lo accolse (ottobre 2004) per provare “Citofonare Cirilli” primo spettacolo con cui dimostrava che “oltre a Tatiana c’è di più”. Ora lo si rivede nello «spettacolo della vita» o, per non esagerare «nello show del momento». Stasera e domani alle 21 Cirilli sale sul palco del Comunale di Cervia con “#TaleEQualeAMe… Again”, in un teatro fresco di intitolazione a “Walter Chiari” maestro di comicità generosa. Generoso si dimostra Cirilli, incontenibile nel raccontarsi, che in questa prova sciorina tutto il suo bagaglio appreso alla Scuola Laboratorio di Gigi Proietti. «Questo lavoro equivale al mio “A me gli occhi please” di Proietti – ammette l’artista –. Lo sento davvero come

Cosa succede

il mio show, c’è veramente di tutto, due ore di “contaminazione di stili” come li definisce Proietti».

Il titolo sembra rimandare al varietà televisivo di Carlo Conti dove ha ottenuto larghi consensi.

«No, quello era “Tale e quale show”, questo è tale a me. È nato così; a tavola con amici, tenevo il mio Instagram aperto e commentavo ogni foto. Mi sono accorto che gli amici ridevano. Perché, mi sono detto, non farci uno spettacolo?».

Come ha risolto Instagram a teatro?

«Utilizzando uno schermo in cui proietto Instagram, che è il nostro album fotografico personale, solo che è virtuale. Utilizzo il mio # hashtag, cioè il contenitore di immagini e frasi sullo stesso argomento. Nel mio caso l’argomento è Gabriele Cirilli. Gli ho aggiunto “tale e quale a me”, perché solo sul palco riesco a sentirmi tale e quale a me stesso, ed “again” perché siamo alla terza stagione».

Considerando che per tante compagnie teatrali le tournée si sono ridotte al lumicino, lei è quasi un’eccezione.

«Sono davvero soddisfatto, stiamo girando l’Italia per la terza volta. Alcuni teatri ci richiamano Mi mancava solo la Romagna. Se piacerà continueremo l’anno prossimo».

Cosa scopre il pubblico del Cirilli televisivo quando lo viene a vedere a teatro?

«Rimane sorpreso davanti a uno show teatrale dove dentro ci sta tutto: monologo, canzone, sketch, balletto, cabaret, imitazioni, con le foto che danno spunto al divertimento».

Quali foto racconta?

«In una ad esempio, sono con Ettore Bassi nel San Francesco televisivo, da lì parte il mio racconto sulla paura di volare perché la fiction fu girata in parte in Egitto. Un’altra foto vede mia moglie Maria ed io a 17 anni, e comincia un monologo tutto da ridere sui nostri 34 anni insieme. Amo molto il pezzo del condominio dove interpreto più personaggi, voci e dialetti; qui traggo ispirazione dall’idea di Alessandro Benvenuti in “Benvenuti in casa Gori”. Dentro il mio Instagram insomma, c’è il teatro».

Con il mezzo virtuale si racconta meglio la vita?

«Sì, Proietti lo faceva con un baule, da ogni cosa che toglieva, che fosse una bombetta o una cornetta telefonica, partiva un suo numero. Io aggiorno quel baule con un più attuale Instagram».

Cita spesso il suo maestro.

«Adoro Gigi Proietti, un aneddoto; a scuola durante una lezione, il consulente che ci insegnava a compilare i contratti ci chiese quale fosse il nostro sogno. Io risposi: “poter fare uno spettacolo tipo A me gli occhi please. Trent’anni dopo si è avverato. Perché l’11 marzo prossimo festeggio trent’anni di teatro».

In regia ha chiamato Gabriele Guidi, un figlio d’arte.

«È un bravissimo tecnico del teatro Gabriele (figlio di Johnny Dorelli e Catherine Spaak). Mi serviva proprio qualcuno che potesse esaltare gli effetti teatrali».

Una volta confidò di voler girare un film in stile “Ferie d’agosto” di Virzì. Che ne dice per i suoi 30 anni di spettacolo?

«Purtroppo sono ancora in attesa che ciò si avveri; mi accontento con un nuovo debutto teatrale, a marzo al Nuovo di Milano, nel musical “La famiglia Addams”, dove interpreto Gomez, il protagonista. Il 16 febbraio su Comedy central di Sky conduco con Dario Cassini una serie sulla comicità».

Con l’era virtuale, come cambia la comicità?

«Non credo si cambi il modo di ridere e di fare ridere; l’importante è farlo, riuscire a fare ridere».

Info: 0544 975166

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