LA STORIA

Un grazie su un albero «per avere protetto papà»

Foglio appeso a Strabatenza dal figlio del maggiore Young fuggito da un campo di prigionia ed aiutato 74 anni fa

Un grazie su un albero «per avere protetto papà»

Nick Young con il ringraziamento sull'albero

BAGNO DI ROMAGNA. Un messaggio fissato con quattro puntine su una pianta nella disabitata zona di Strabatenza ha suscitato la curiosità di Giuliano Righi, che domenica scorsa l’ha visto, fotografato e diffuso.

È un emozionante ringraziamento della famiglia di uno dei militari inglesi che in queste zone trovarono rifugio mentre fuggivano e cercavano di rientrare nelle loro armate. Il «grazie» è stato rivolto a luoghi ora disabitati, ma le famiglie che allora popolavano quegli angoli di montagna ed i loro discendenti, ormai sparpagliati per il mondo (ma molti ancora residenti in Alto Savio), ricordano queste vicende.

Il messaggio sull’albero

Il foglio, con una protezione di plastica trasparente, riporta la foto di un militare.

«Mio padre, il Maggiore Leslie Young, scappò dal campo di prigionia 49 a Fontanellato (Pr) dopo l’armistizio nel settembre 1943. Passò brevemente in questo posto e ricevette un’ospitalità generosa e premurosa dalla gente del luogo come, non c’è dubbio, tanti altri prigionieri in fuga. Sono felice di dirvi - continua il figlio Nick Young - che grazie alla vostra premura e quella di tantissimi altri coraggiosi italiani incontrati nella sua fuga, mio padre riuscì a raggiungere l’Armata britannica ad Anzio e che fu in grado di finire la guerra combattendo in Normandia».

Il viaggio alle radici

Dopo oltre 70 anni, il figlio Nick con la moglie Helen ha ripercorso il tragitto del padre e ha deciso di lasciare ovunque messaggi di ringraziamento «per porgervi un caloroso grazie che viene dal cuore a tutti voi del luogo per aver accolto e aiutato mio padre. Lui non dimenticò mai la generosità degli italiani e nemmeno io e la mia famiglia».

Nick Young ricorda inoltre di essere presidente di un’associazione, promossa dai prigionieri alleati in fuga durante la guerra e dalle loro famiglie, che offre borse di studio ai giovani italiani provenienti dai luoghi dove i prigionieri in fuga furono accolti affinché possano essere ospitati in Inghilterra e studiare la lingua inglese.

Lo scorso 18 settembre Nick ed Helen sono partiti da Fontanellato per arrivare dopo 6 giorni di ricerca e percorso aiutati dal navigatore satellitare a San Benedetto in Alpe. In ottobre, nuova serie di tappe per ripercorrere la fuga di Leslie. E tra le località e i villaggi segnalati da Leslie in fuga c’era anche La Lama, dove Nick ed Helen hanno cercato di arrivare, trovando però sempre strade forestali sbarrate al transito. È in questa fase che evidentemente sono passati da Strabatenza e hanno lasciato il messaggio di ringraziamento nella valle del silenzio, un po’ come il messaggio in una bottiglia in mezzo al mare. Ma qualcuno lo ha raccolto.

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