SANITA'

Assolti quattro manager dell'Ausl: «Nessun abuso d'ufficio nelle nomine»

Erano accusati di aver preferito fare 3 contratti a termine ignorando la richieste di una dottoressa

03/10/2017 - 10:17

Assolti quattro manager dell'Ausl: «Nessun abuso d'ufficio nelle nomine»

Tiziano Carradori

RIMINI. La procura aveva chiesto una condanna di quattro mesi di reclusione a testa, ma il giudice per le udienze preliminari Piervittorio Farinella ieri mattina ha assolto “perché il fatto non sussiste” i quattro manager dell'Ausl, accusati di abuso d'ufficio per il mancato trasferimento di una dottoressa.

Imputati nel procedimento erano i due ex direttori generali di Area Vasta in carica all’epoca dei fatti – il 68enne romano Andrea Des Dorides assistito dagli avvocati Mauro Brighi e Valentina Fussi e il cesenate 60enne Tiziano Carradori difeso dall'avvocato Giovanni Scudellari -, oltre al 63enne imolese Alberto Minardi, direttore del distretto di Ravenna seguito dall'avvocato Ermanno Cicognani e al direttore dell’unità operativa Cure primarie di Ravenna, il riminese 59enne Riccardo Varliero rappresentato dagli avvocati Paola Bravi e Lucia Varliero – i quali avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato.

L’inchiesta

A innescare la vicenda (che ha avuto anche un’appendice in sede civile) un incarico professionale a tempo determinato dal 2010 al 2013 che la direzione dell’azienda sanitaria avrebbe assegnato a tre giovani medici in una unità operativa di Ravenna anziché dare il “via libera” alla dottoressa a tempo indeterminato (assistita dall’avvocato Lorenzo Valgimigli) che dal 2004 ogni anno chiedeva inutilmente di poter passare da Faenza alla sede di Ravenna.

L’accusa

Secondo il pubblico ministero Angela Scorza che ha coordinato le indagini, la scelta di privilegiare i contratti a termine avrebbe portato a una violazione dell’articolo 7 della legge 165 del 2001 che prevede di valorizzare le risorse interne prima di avviare incarichi a tempo determinato.

Per l’Ausl il danno sarebbe stato anche economico, visto che i contratti per i medici sarebbero costati complessivamente circa 150mila euro lordi. Soldi che, per l’accusa, si sarebbero potuto risparmiare assecondando la richiesta della dottoressa. Da qui era stato avviato anche un esposto alla magistratura contabile.

La difesa

I quattro imputati hanno invece sempre respinto ogni accusa sostenendo di essersi sempre limitati a operare sia nel rispetto delle facoltà previste dalla legge, sia nel rispetto degli interesse professionali ed economici dell’Azienda sanitaria locale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

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