Venerdì 09 Dicembre 2016 | 02:50

SANITA'

Vaccini obbligatori per andare al nido

«Ci sarà tutto il prossimo anno educativo per mettersi in regola e non ci sarà alcun aggravio di burocrazia»

 Vaccini obbligatori per andare al nido

RIMINI. Arriva il vaccino obbligatorio per iscrivere i bambini al nido. L’Emilia-Romagna fa da capofila ma presto lo stesso provvedimento, incluso nella riforma dei servizi 0-3 anni che la giunta Bonaccini varerà lunedì, potrebbe presto essere adottato in altre Regioni. «Abbiamo avuto interesse da parte di Toscana e Marche in particolare, ma anche da altre Regioni che non nomino perché non sono autorizzato a farlo», glissa l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi: l’interesse per la norma, del resto, è stato manifestato «anche dal livello nazionale». Nella conferenza stampa tenuta ieri accanto al presidente Stefano Bonaccini e alla vice con delega al Welfare Elisabetta Gualmini, l’assessore ha però voluto rassicurare le famiglie obiettrici: «Ci sarà tutto il prossimo anno educativo per mettersi in regola e non ci sarà alcun aggravio di burocrazia». Sarà infatti sufficiente presentare all’iscrizione il certificato di vaccinazione dei propri figli.

Sarà comunque cura dal servizio sanitario regionale fornire ai nidi i dati sulle vaccinazioni avvenute o meno. I vaccini necessari per iscrivere i bambini sono tutti quelli obbligatori: difterite, tetano, poliomelite e epatite B. A suggerire la misura, il progressivo calo delle vaccinazioni obbligatorie nei primi due anni di vita, che sono scese sotto la soglia del 95% in tutte le Ausl dell’Emilia-Romagna tranne quelle di Piacenza, Parma e Imola. Il picco di obiezioni nell’area di Rimini, dove si è arrivati ad un allarmante 87,5% di bimbi vaccinati.

«Non è una fisima o un provvedimento dirigista- sottolinea il presidente Stefano Bonaccini - lo facciamo con convinzione perché abbiamo a cuore la salute dei bambini. Sono convinto che questa legge troverà un apprezzamento». Per Venturi si tratta di una «battaglia di civiltà. Dobbiamo garantire la sicurezza dei bambini che ospitiamo nei nostri nidi. Alcuni non possono essere vaccinati, quindi abbiamo bisogno che non circolino virus perché le conseguenze su un bambino debole possono essere anche mortali».

All’ospedale di Rimini, cita l’assessore, c’è un bimbo affetto da meningite da emofilo B, mentre è noto il caso della bimba morta a Bologna lo scorso anno. «Serve un intervento deciso e forte, oltre a combattere le leggende metropolitane», scandisce.

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