Venerdì 30 Settembre 2016 | 08:38

I RACCONTI DA BRUXELLES

«Ero sulla metro durante l'esplosione, ci contavamo alla ricerca di dispersi»

Tania, 28 anni, è passata da Maelbeek pochi istanti prima dell'esplosione. «Un mio collega salvo per poco, un'altra amica bloccata in aeroporto»

«Ero sulla metro durante l'esplosione, ci contavamo alla ricerca di dispersi»

Tania Marocchi

RAVENNA. «Ero in metro al momento dell’esplosione: sono passata da Maelbeek pochi istanti prima che la strage si consumasse. Il mio collega, poi, l’ha scampata per un soffio ed è rimasto bloccato lì sotto in metro per un’ora. Abbiamo passato la mattina a contarci tra di noi, per capire se qualcuno di noi non ci fosse più: è il momento di rimanere uniti e forti». Tania Marocchi ha 28 anni, ancora solare nonostante la giornata difficile, è di Ravenna ma da più di due anni vive e lavora a Bruxelles, per il centro di ricerca European Policy Centre, per il quale fa analisi di politiche europee. «Abito vicinissimo a Maelbeek - racconta -. Stamane avevo un appuntamento alle 9.15 e, uscita di casa, ho preso la metro viaggiando sulla linea circolare che passa per la fermata vicino a Maelbeek: ero in treno quando è avvenuta l’esplosione, alle 9.11. L’ho capito appena uscita dal treno». Caos e panico, poco dopo, si sono riversati sulle stesse strade che ormai da mesi sono militarizzate. «Qui ormai abbiamo fatto il callo ai soldati e ai controlli, dopo novembre, il Bataclan e il periodo di Lockdown (la “serrata” della città quando, a fine novembre, l’allerta terrorismo fu altissima, ndr), ma quello che è successo stamane è difficile da raccontare. Io sono riuscita ad arrivare al corso che avevo oggi in agenda: ma abbiamo passato la mattina a parlarne, a contarci ed è, ripeto, “strano”». Decine le telefonate e gli sms ricevuti da Ravenna, e la tensione è stata per tutto il dì chiaramente altissima. «Il mio collega era sulla stessa metro e il suo treno è passato un istante prima dell’esplosione a Maelbeek: lui è rimasto bloccato lì sotto per un’ora, ma l’ha scampata per un pelo - Tania elenca gli amici “contati” -. Una mia amica era all’aeroporto e si stava imbarcando per Bologna, stava tornando a casa per Pasqua, quando c’è stata la prima esplosione. Io e ad altri colleghi siamo rimasti bloccati al lavoro fino alle 16 e poi siamo rientrati a casa a piedi. Non è facile, insomma, descrivere l’atmosfera e come ci sentiamo. Questa tragedia, come quella di Parigi, come quelle di Ankara e Istanbul, ci tocca tutti. È il momento di rimanere uniti e forti. Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime e dei feriti». «Forti e uniti», ribadisce Tania, come nel messaggio lasciato sui social e volto a chiedere che questa non sia l’ora della paura e degli «sciacalli», dice lei, ma della riflessione. Un pensiero che il sindaco Fabrizio Matteucci, proprio citando le parole della 28enne ravennate trapiantata a Bruxelles, ha voluto rilanciare ieri pomeriggio in consiglio comunale nel momento dedicato al ricordo delle vittime. (p.c.)

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