Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 23:15

CONSORZIO DA PULIRE

Mafia Capitale, c'è un filo con Cesena

Coop 29 Giugno dentro Formula Ambiente. Mosse immediate per espellere il "virus"

Mafia Capitale, c'è un filo con Cesena

CESENA. L’ombra di “Mafia Capitale” si allunga fino a Cesena. Non per attività criminali condotte direttamente sul territorio, ma in una forma più sottile e comunque inquietante: la sua presenza all’interno di un consorzio nostrano in grande crescita. L’imbarazzante intrusione è avvenuta dentro “Formula Ambiente”, che ha la propria sede legale in via Violetti. Questa realtà, che fattura circa 80 milioni di euro all’anno e ha 650 dipendenti, è formata da 23 cooperative aderenti, 20 delle quali sono cooperative sociali. E tra queste c’è anche la famigerata cooperativa “29 Giugno”, con una partecipazione al 29 per cento. Gli inquirenti la considerano il perno del sistema mafioso radicato a Roma che stanno facendo venire a galla. Di più. Il “boss” di quella cooperativa, Salvatore Buzzi, che è stato tratto in arresto, è stato per diversi anni presidente del consorzio cesenate. Ha lasciato il timone solo di recente, nel maggio 2012.

Adesso a pilotare “Formula Ambiente” è Maurizio Franchini, uno stimato professionista, che è anche presidente del Quartiere Oltresavio. Il 2 dicembre ha appreso dai mezzi d’informazione quello che si stava scoprendo della piovra accusata di gestire illegalmente montagne di soldi nella capitale, con metodi mafiosi e con un inquietante intreccio col mondo della politica. Tuttora quello che sa della vicenda lo apprende solo dai giornali e dalle televisioni. Ma gli basta e avanza. Soprattutto - dice senza remore - dopo avere ascoltato il contenuto di certe intercettazioni, che definisce «a dir poco sconvolgenti». Premette che “Formula Ambiente” «è completamente estranea ai fatti che stanno emergendo dall’immagine e li condanna duramente». Personalmente, non si sforza di nascondere lo shock che ha passato quando ha visto le accuse rivolte contro «persone con cui da ormai 15 anni ci sono rapporti professionali da cui non traspariva niente di sospetto». Come Alessandra Garrone e Carlo Maria Guaranì, due dei cinque membri del cda del consorzio cesenate. Il 3 dicembre, poche ore dopo avere saputo che erano coinvolti nell’indagine “Mafia Capitale”, Franchini ha convocato l’organismo di vigilanza e il giorno seguente ha riunito il cda, che ha decretato la sospensione di quei due amministratori. Lunedì 15 dicembre ci sarà l’assemblea dei soci di “Formula Ambiente”, ai quali verrà chiesto di votare non solo per l’esclusione definitiva di Garrone e Guaranì ma anche di decretare l’espulsione della cooperativa romana “29 giugno” dall’elenco dei soci del consorzio. Tutti provvedimenti che Franchini ritiene assolutamente necessari per salvaguardare “Formula Ambiente”, che messa di fronte a fatti tanto gravi non può certo attendere che la magistratura faccia il suo corso.

 

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