Martedì 27 Settembre 2016 | 22:38

IL FUTURO DELLA BIBLIOTECA

Grande Malatestiana sotto esame

Acceso dibattito. Voci contrarie all'eliminazione dell'Istituzione

Grande Malatestiana sotto esame

CESENA. La Grande Malatestiana, antica, moderna e ragazzi e le biblioteche di quartiere sono state il tema del terzo appuntamento fra il mondo culturale cesenate e l'assessore Christian Castorri.

Se l’approfondimento su musica e teatro, nell’incontro precedente, avevano avuto scarsa partecipazione di pubblico, venerdì sera la sede del Quartiere Oltresavio si è quasi riempita. Una conferma dell’interesse dei cesenati sulle sorti future della Malatestiana e sulle critiche alle trasformazioni effettuate dall’esperta Antonella Agnoli nell’ambito del progetto Grande Malatestiana, su cui diverse persone hanno avuto parole dure: «distruzione della biblioteca», «operazione disfattistica sul personale», «trasformazione della Malatestiana nella decima biblioteca di quartiere».

Non sono mancate critiche nemmeno alla scelta del sindaco Paolo Lucchi di nominare assessore alla cultura Christian Castorri, definito pubblicamente da Davide Fabbri «una persona che non ha nessuna storia culturale e che negli ultimi 15 anni non ha mai partecipato a nessuna iniziativa culturale. La sua nomina è inserita all’interno di un sistema di potere che io da anni combatto e per questo non mi rendo disponibile a regalare le mie idee sulla Malatestiana, che sono tante, ad un assessore di questo genere». Castorri ha incassato limitandosi a dire: la serata non è «il luogo giusto per parlare di me, ma accetto l’intervento di tipo personale di Fabbri perché siamo in democrazia».

Tredici gli interventi durante la serata, a partire da quello di Claudio Riva, che per l’ennesima volta ha espresso le sue «nere perplessità sul progetto Agnoli per la Malatestiana, ridimensionata nei sui servizi, nel personale e trasformata in un centro socio-culturale piuttosto che in una grande biblioteca». Col risultato che «si è fatta nascere così la decima biblioteca di quartiere, dove si fanno feste di compleanno, iniziative come la tombola». Da storico qual è, l’intervento di Riva si è concentrato soprattutto sulla Malatestiana antica: «La mancanza di una direzione competente nel settore della biblioteconomia ha portato purtroppo alla riduzione della catalogazione dei codici, delle ore di apertura della sala verde, da sei mattine a quattro, ed alla sottovalutazione del settore della ricerca, dequalificando il personale a fare solo il lavoro di distribuzione. Il personale e la catalogazione sono fondamentali per rilanciare la Malatestiana». E la proposta dell’assessore Castorri di eliminare l’Istituzione Malatestiana e di abbinare la biblioteca all’assessorato Cultura? «Io sono contrario. L’Istituzione era stata fatta per conservare un’autonomia culturale e raccogliere fondi ed eliminarla sarebbe un passo indietro. Abbinare poi la biblioteca all’assessorato è uno sbaglio, perché l’assessorato alla Cultura si deve occupare di altri ambiti».

Anche l’ex assessore alla Cultura Ines Briganti ed il consigliere comunale di Cesena siamo noi Vittorio Valletta hanno espresso perplessità sull’eliminazione dell’Istituzione Malatestiana. «Il mondo non sa che la nostra biblioteca è memoria del modo - ha esordito Briganti - e negli ultimi cinque anni il consiglio d'amministrazione della Malatestiana, di cui facevo parte, ha cercato di arrivare ai bandi europei per farla conoscere. Ma entrare nei progetti europei, senza metterci risorse, non è possibile; per questo ci vuole un ufficio preposto. Nella biblioteca non ci sono le competenze per fare questo lavoro. Da parte dell’amministrazione precedente devo dire che non c’è stato un grande coinvolgimento del consiglio. Ci hanno sempre contattato dopo le decisioni, non siamo stati trattati bene. Se l’Istituzione, nata per dare una sorta di autonomia di gestione alla Malatestiana, dovesse essere mantenuta, si devono rivedere lo statuto ed i compiti». Infine la Briganti ha detto che «si deve fare una selezione degli eventi che si vogliono proporre. Non tutto si deve fare dentro la biblioteca».

Per Valletta, che ha espresso la necessità di un direttore, di nuove funzioni, di «reclutare personale attraverso cooperative esterne e razionalizzare gli eventi» e di far gestire la Malatestiana dall’assessorato, «annullare l’Istituzione è un errore. Serve una gestione separata». Assieme ad altri che hanno preso la parola, il consigliere comunale di Cesena siamo noi ha poi lamentato la promiscuità degli spazi, soprattutto fra videoteca e biblioteca.

A diverse persone non piace il tipo di eventi proposti. Piergiovanni Fabbri ha sostenuto che «non producono cultura» e ha denunciato una «sorda attenzione dell’amministrazione sulla biblioteca antica». Di necessità di mantenere intatta l’identità dello spazio riservato alla biblioteca e di trasformazione in luogo della socialità come di una «scelta politica che non piace a tutti» ha parlato Nicola Raggi in un intervento molto condiviso dal pubblico. «Non si deve stravolgere l’identità della biblioteca con eventi di ogni tipo. L’ultimo fatto per esempio, “Passaggi di sport”, è stato un’invasione di campo, con servizio catering ed il gazebo di Sky dentro la biblioteca. Serve uno statuto degli eventi».

Interessante la proposta di Elvis Mazzoni, docente universitario del Dipartimento di Psicologia, di allacciarsi all’università per utilizzare nuove tecnologie: «L’università può essere una grande risorsa per la malatestiana, Informatica può per esempio essere contattata per avviare una digitalizzazione della biblioteca, non solo antica».

Giuseppe Camerlingo, direttore d’orchestra e docente del “Maderna”, ha suggerito uno studio sui codici musicali e di creare una discoteca, intesa come sala d’ascolto per la musica, dentro la biblioteca.

Gianfranco Rossi ha parlato delle biblioteche di quartiere, proponendo di acquistare in rete le novità librarie per scambiarle fra le biblioteche stesse.

 

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