Martedì 27 Settembre 2016 | 02:11

SARSINA

Il carabiniere eroe e la mamma bambina

La salvò nel pozzo 31 anni fa: incontro e cittadinanza onoraria

Giuseppe Caputo

Giuseppe Caputo

SARSINA. “Carramba che sorpresa!”, e visto che il protagonista è un carabiniere l’espressione è doppiamente azzeccata. Il maresciallo Giuseppe Caputo, in servizio presso la stazione dei carabinieri di Sarsina tra il 1982 ed il 1986, è tornato nel paese plautino per ricevere la cittadinanza onoraria e ha così incontrato la bambina che salvò nel 1983, a Tezzo.

Alla consegna della pergamena al nuovo cittadino sarsinate ha partecipato anche la “piccola” Elena Sensi, sei anni nel 1983, caduta accidentalmente in un pozzo artesiano mentre giocava, oggi giovane donna e madre; insieme a lei anche il padre ed altri familiari. Solo ieri, in pratica, da quando la famiglia Sensi ha lasciato Ranchio nel 1985/86 e da quando Caputo ha lasciato Sarsina, nel 1986, si sono rivisti. Hanno partecipato alla cerimonia anche Nicola Parisi, sindaco di Buccino, il paese natale del maresciallo Caputo, insieme ad amministratori, consiglieri ed un nutrito gruppo di familiari. Insieme al Sindaco Luigino Mengaccini erano gli amministratori di Sarsina e numerosi cittadini.

Emozione e riconoscenza hanno pervaso la gremita Sala Consiliare, ieri mattina, quando il Sindaco Mengaccini ha ricordato l’episodio del giugno 1983 e quando il Sindaco Parisi ha elencato encomi e riconoscenze attribuite al maresciallo Caputo.

Il Consiglio Comunale di Sarsina, anche su sollecitazione di don Giovanni Salimbene, aveva deciso di concedere la cittadinanza onoraria soprattutto “Per un’impresa che è rimasta viva nel cuore della gente”, ha detto Mengaccini. Elena Salsi era a Tezzo e giocando cade in un pozzo profondo e stretto. Il maresciallo Caputo viene informato e si precipita con la sua Alfetta rossa sul posto. «La strada non era ancora asfaltata - ricorda Caputo - ed il compianto amico Cesaretti poi mi disse che mi aveva visto venire su che sembrava che facessi la Mille Miglia!”.

Caputo gridò alla bimba: “Resisti, che ti vengo a prendere!” e si calò all’interno del pozzo. Prese la bambina e la tenne stretta per 45 minuti, in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco. Arrivati calarono una scaletta a corda e Caputo, ormai allo stremo delle forze, riuscì a riportare la bimba in superficie. Elena, nella caduta, rimase incastrata nel pozzo senza quindi arrivare nel fondo melmoso. «C’erano ancora altri 4 metri sotto col pozzo che si restringeva e con acqua e melma – racconta il maresciallo Caputo - se la bimba fosse scivolata più in basso non ci sarebbe stato niente da fare». Con semplicità e modestia Caputo, attualmente nella Direzione Investigativa Antimafia della Sezione di Salerno, ha ringraziato il Consiglio comunale per il riconoscimento, i sarsinati perché «Mi avete fatto sentire come se fossi a casa mia», gli amministratori di allora ed il Sindaco Lorenzo Cappelli e «Gli amici che non ci sono più». Per il gesto compiuto a Tezzo Giuseppe Caputo aveva già ricevuto con decreto del maggio 1984 la medaglia di bronzo al Valor Civile e l’encomio solenne del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, oltre a numerosi altri riconoscimenti. Poi nel 2007 a Caputo è stata attribuita anche una medaglia d’argento al Valor Civile perché “libero dal servizio, accorreva con generoso slancio per soccorrere un anziano pastore che era caduto accidentalmente nelle gelide acque di un fiume in piena”, riuscendo a trarlo in salvo.

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