Lunedì 26 Settembre 2016 | 12:28

IL FUTURO DELL'AUSLONA

«Meno dirigenti e ci saranno risparmi»

Ieri la conferenza dei sindaci, la prossima a settembre in vista dell'atto aziendale entro fine anno: iniziata la terza fase dell'unificazione

 «Meno dirigenti e ci saranno risparmi»

CESENA. I 74 sindaci della Romagna si sono incontrati ieri a Pievesestina per la giornata seminariale in vista dell’istituzione dell’atto aziendale, prevista entro fine anno. I sindaci si sono riaggiornati a settembre per continuare il confronto sulla Auslona che sarà.

 

Intanto c’è da fare i conti con quella già esistente e in corso di realizzazione. Ne hanno parlato il direttore generale dell’Ausl della Romagna, Andrea Des Dorides; l’assessore regionale alle politiche per la salute, Carlo Lusenti; il sindaco cesenate Paolo Lucchi.

E’ intervenuto per primo Lusenti che ha spiegato come l’incontro con i sindaci sia servito «per render conto di ciò che è stato fatto nei primi 6 mesi dall’Ausl unica romagnola» e di «presentare le tappe che di qui a fine anno porteranno all’atto aziendale di quella che di fatto è l’Ausl più grande d’Italia». L’assessore regionale ha aggiunto che siamo in un momento transitorio che serve «per definire un assetto organizzativo». Lusenti ha definito «elementi distorsivi» le recenti preoccupazioni sul numero dei dirigenti dell’Auslona «che sono passati dai 70 del 2013 ai 62 del 2014, mentre gli apicali sono scesi da 12 a 3». Ha quindi battuto il tasto del risparmio: «Ci sono cambiamenti che portano a riduzioni di costi. E poi i dirigenti rimasti sono dipendenti dell’Ausl. Qualcuno vuole dire che devono essere licenziati?».

E’ seguito l’intervento di Paolo Lucchi, che giudica il lavoro fatto «assolutamente positivo» e ha ricordato - probabilmente in risposta alle polemiche sulle provenienze di dirigenti e coordinatori - che «i sindaci non scelgono i dirigenti». Poi ha parlato di qualità della sanità dove è «evidente più progettualità per spendere meglio le risorse a disposizione». Ha anche ricordato che la delibera sui coordinatori era visibile via internet già da qualche tempo.

Il direttore generale Andrea Des Dorides ha subito precisato che si tratta di coordinamenti e non di direzioni. Ha poi ricordato le tre fasi della nascita dell’Auslona: ora si è nella terza e ultima, ma «fino al nuovo atto aziendale, dai direttori di distretto o di presidio in giù non cambierà nulla». Ha aggiunto che «dai coordinamenti creati a giorni nasceranno i gruppi di lavoro, che saranno anche più numerosi». E che le parole chiave della nuova Auslona sono soprattutto reticolo «che significa un rapporto più elastico e meno gerarchico con i vari punti che possono interagire»; e distretto «che avrà un ruolo più forte».

Questa quindi l’idea che i padri dell’Auslona hanno della creatura che stanno formando. Più complicato ottenere risposte chiarificatrici su alcuni aspetti specifici. Come ad esempio quando si chiede a quanto ammonti il risparmio annunciato e Des Dorides risponde che «il risparmio vero ci sarà quando al posto del coordinamento ci sarà l’unificazione ma non siamo ancora in quella fase. Gli 8 dirigenti in meno costano ovviamente qualcosa in meno, ma non è questo il punto. E va ricordato che il coordinamento non ha l’obiettivo diretto di un beneficio economico, non nasce per avere un risparmio». Gli fa eco Lusenti che prima ricorda «che non abbiamo il fine di spendere meno, ma di spendere meglio quello che c’è, riducendo i costi evitabili». E sul risparmio Lusenti prova anche a quantificare: «l’accorpamento dei direttori sanitari e amministrativi in una figura unica romagnola per ogni ruolo vale un milione di euro all’anno». Ovviamente non sarà tutto risparmio. Anche perchè i 24 coordinatori qualcosina in più in busta paga la prenderanno. «Non riguarderà la parte strutturale dello stipendio - ha precisato Des Dorides - ma saranno possibili ritocchi alla voce incentivi. Sono comunque inezie, quote non importanti economicamente ma un giusto riconoscimento al lavoro in più di coordinamento».

Per altri temi, che magari toccano più direttamente i cittadini, risulta essere presto per parlarne. Ospedali e reparti? «Definire la rete di ospedali - dice Des Dorides - non ha nulla a che vedere con l’unificazione in atto, così come eventuali accorpamenti di reparti saranno nell’atto aziendale». Le liste d’attesa da accorciare? «A volte ci sono difficoltà - continua il direttore generale - Ma l’Emilia Romagna è la migliore e noi siamo in una posizione medio alta al suo interno. Quindi mediamente ce la caviamo egregiamente».

E se qualcuno temesse come problema la situazione politica regionale con le dimissioni di Errani può stare - secondo Lusenti - tranquillo: «Nessuno va in ferie, abbiamo la responsabilità fino all’ultimo giorno. E poi l’impostazione rimarrà e nelle istituzioni c’è continuità. La Regione poi controllerà se l’atto aziendale rispetterà le norme, ma le scelte ad esempio sui reparti, sugli ospedali e sulle case della salute vengono fatte dall’Ausl e dai sindaci».

 

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