Venerdì 30 Settembre 2016 | 12:02

LA SCOPERTA

Dalla collina riaffiora un rifugio anti bomba

Scavato pazientemente a cunicoli nel tufo. A ritrovarlo sono stati alcuni ragazzi

Dalla collina riaffiora un rifugio anti bomba

CESENA. Un rifugio civile fatto di cunicoli scavati nel tufo è stato scoperto nelle colline cesenati. Con ogni probabilità veniva sfruttato per ripararsi dalle cannonate della seconda guerra mondiale. È stato scoperto dopo che era stato abbandonato da decenni. Tre ragazzi ci hanno messo piede dopo aver accuratamente ripulito l’entrata resa quasi invisibile da erba e terra. Hanno scavato come fossero degli Indiana Jones.

Mossi dallo stupore e dalla curiosità per quel che stava riaffiorando. Un compito non facile e non privo di rischi. La zona in questione è battuta da cinghiali e quando il primo esploratore è riuscito ad entrare nel cunicolo d’accesso parte della collina è franata chiudendogli l’uscita.

«Lo abbiamo tranquillizzato gridandogli di non preoccuparsi che l’avremmo tirato fuori di lì a breve e così è stato». Poi c’è stato lo stupore nell’aver scoperto che non si trattava di un piccolo varco o di una tana, ma di una fitta serie di cunicoli dimenticati che hanno tutta l’aria di essere stati lasciati a conflitto mondiale cessato. Al suo interno un ingresso in cui bisogna entrare a gattoni; poi il soffitto si alza e si riesce a stare quasi in piedi. Il pavimento è fatto di una finissima sabbia, molto probabilmente polvere di tufo scavata visto che sono molto ben visibili i segni dello scalpello su tutte le pareti, come se fosse una miniera simile a quelle che si vedono nei documentari. Si dirama nella collina, in una zona sull’asse di via Garampa, in un unico piano e alle estremità delle intersezioni ci sono dei loculi con delle scansie scavate. Probabilmente servivano per appoggiare delle candele per l’illuminazione ma in almeno una c’è una fitta serie di chiodi piantati e conservano ancora dei lembi di carta. Forse si trattava di un ornamento. All’interno è tutto pulito e ci sono i segni del passaggio di un’istrice. Tra quei tunnel stretti Marco, Denis e Michael hanno trovato un vecchio ditale da sarta e dei bottoni oltre ad una vecchia bottiglietta di profumo. Non è escluso che i cunicoli siano di epoca precedente e che siano stati sfruttati come riparo dalla guerra andando a ricalcare li insediamenti già costruiti; nelle vicinanze è stata rinvenuta anche una scheggia di bomba, segno di un passato bellico non così remoto. Una settimana fa i tre ragazzi erano ignari di tutto, passeggiavano per quei campi coi cani quando hanno incontrato un cacciatore. Parlando, l’uomo ha raccontato loro della presenza di quei rifugi abbandonati e li ha condotti nelle prossimità del varco d’ingresso che era completamente ostruito dalla vegetazione. Senza una guida il varco non solo sarebbe stato difficile da raggiungere e da scovare, ma era impossibile da vedere visto che è necessario infilarsi nella boscaglia, senza sentieri, scendendo un pendio scosceso e senza punti di riferimento.

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