Venerdì 30 Settembre 2016 | 13:43

LONGIANO

Parco pericoloso, ferita una bimba

Parco pericoloso, ferita una bimba

LONGIANO. «Quel parco è dimenticato oltre che pieno di pericoli». La protesta arriva da alcuni genitori longianesi che portano i figli a giocare nell’area verde di via Cannella, di fianco alle scuole. Si tratta di un piccolo parco intitolato qualche anno fa a Maria Teresa di Calcutta, che è un punto di riferimento per tutto il paese, oltre ad ospitare gli alunni nella pause ricreative durante l’anno scolastico.

Sotto accusa sono i pericolosi ferri che sono spuntati dai gradoni: realizzati molti anni fa per fare da anfiteatro per seguire le partite di calcetto, oggi si sono corrosi e sono emersi in superficie.

Le lamentele riguardano anche la presenza di un unico gioco per i bambini nell’intera area verde, quando fino a qualche mese fa ce n’erano almeno tre.

L’episodio che ha scatenato la protesta è però il ferimento, avvenuto alcuni giorni fa, di una bimba che giocando sui gradoni si è infilzata in uno dei ferri.

«E’ inammissibile che nessuno si sia accordo di quel pericolo evidente - affermano alcune mamme - Quando hanno sfalciato l’erba, gli operatori hanno sicuramente notato i vari spuntoni ferrosi che vengono fuori. Eppure non sono stati nemmeno ricurvati su stessi per evitare che potessero fare male a qualcuno. Poi ci chiediamo perché nessuno abbia visto che le staccionate in legno sono a dir poco fatiscenti e non più idonee a sorreggere pesi o proteggere chi si vi appoggia».

Ma sotto accusa c’è anche il numero dei giochi ridotto ai minimi termini: «Sono rimasti sono due scivoli che sbucano da una casetta in legno - proseguono le lamentele - mentre all’altalena da tempo sono stato portati via i seggiolini e nessuno li ha più sostituiti da mesi. Da mesi, inoltre, c’è un altro gioco che dovrebbe girare in tondo, ed invece risulta si riparato ma completamente ricoperto da una rete arancione che impedisce ai bimbi di salirci sopra. Chiamare parco questa area verde, per il modo con cui è tenuta oggi, ci sembra un eufemismo».

C’è chi ha protestato in Comune, ma al momento non sono seguiti interventi.

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