Lunedì 05 Dicembre 2016 | 19:42

IL CASO

Tre condanne dopo il blocco dei Tir

Minacce, estorsione e danneggiamenti per non far ripartire un camionista dall'autoporto durante gli scioperi di inizio 2012

 Tre condanne dopo il blocco dei Tir

CESENA. Due furono subito arrestati. Altri tre finirono nei guai con accuse simili, ma denunciati nei giorni successivi e dopo una indagine da parte dei carabinieri. Nell’aula del Gip Camillo Poillucci si è svolto il processo in rito abbreviato.

Per i fatti della fine di gennaio 2012 che hanno avuto come palcoscenico la zona dell’autoporto a Pievesestina.

A presidio del blocco c’era ancora una cinquantina di camion il 23 gennaio 2012. Il fronte iniziava a spaccarsi ed un autotrasportatore rumeno voleva ripartire. In quel contesto due fratelli di origini siciliane ma residenti nel cesenate, Verga Marco e Luca, secondo le accuse per impedire al collega di riprendere la marcia gli tagliarono le gomme del camion. L’autista, capito cosa stava accadendo, fotografò i due intendendo forse mostrare le immagini ai carabinieri che erano costantemente a presidio dell’area. I due fratelli (difesi dall’avvocato Enrica Vasini) a quel punto affrontarono l’autista ritenuto potenziale “crumiro”. Strappatagli la macchina fotografica lo minacciarono di “fargliela pagare” se li avesse denunciati. Per loro, con accuse a vario titolo di danneggiamenti, rapina ed estorsione, scattarono subito le manette.

Poche ore dopo, denunciato, finì nei guai anche un 3° fratello. Angelo Verga. Rintracciò l’autista rumeno ed a sua volta, sempre stando alle accuse portate in aula dal pm Marilù Gattelli, lo minacciò nel tentativo di non fargli stilare accuse contro i parenti. Le indagini dei carabinieri non si fermarono. Grazie a delle immagini scattate dalla macchina fotografica dell’autista ed alla sua testimonianza, furono denunciati con accuse simili anche l’autista cesenate Antonino Mangia (difeso dall’avvocato Riccardo Luzi) e Sebastiano Cervini (difeso dall’avocato avvocato Saverio Agostini di Arezzo). I racconti dei fatti in aula e le testimonianze rese, anche se le motivazioni del giudice si conosceranno solo tra 45 giorni, paiono aver convinto il Gip a riqualificare alcune delle imputazioni ed a ritenere insussistenti i fatti contestati in altre. Di fatto l’accusa aveva chiesto pene oscillanti per tutti tra i 5 anni ed i 5 anni e mezzo. Alla fine solo i tre fratelli sono stati condannati: i due che furono arrestati ad un anno e 8 mesi (pena sospesa) ed il terzo a 3 mesi per le minacce successive. Assolti gli altri due autisti cesenati coinvolti a processo. Per i quali, evidentemente, testimonianze ed immagini non hanno sommato prove di colpevolezza alcuna.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000