BARRIERE ARCHITETTONICHE

Ostacoli semi-invisibili ed insidie

Seri rischi per le carrozzine sotto il portico del Comune

di ALESSANDRO MAZZA

15/04/2014 - 14:54

 Ostacoli semi-invisibili ed insidie

CESENA. Rally, slalom, ma anche discesa libera. Se in città molto è stato fatto per chi è costretto in carrozzina, solo sedendosi sopra ci si può accorgere di tante difficoltà che restano. Altrimenti, lo scalino di un centimentro resta tale, e non un ostacolo in grado di farti cadere.

Con un piccolo tour per le vie del centro, grazie a professionisti di abilità diverse, si nota che qualche negozio ha la rampa per l’accesso. Ma poi si scopre che la porta bascula, richiedendo enorme fatica; in alternativa la commessa deve lasciare i clienti e venire ad aprire. Chi non si sentirebbe in imbarazzo?

Ma il caso più eclatante è nel loggiato del Comune: c’è la rampa per accedere, ma è in discesa che si rischia grosso. Se si perde la presa sulle ruote, c’è il rischio di andare dritti in uno strapiombo fatto di scale che terminano all’edicola. Mancano completamente le protezioni; sono cose che non si notano, ma basterebbe poco per cambiarle o prevederle in fase di realizzazione, come si è ben fatto nel caso del Foro annonario, dove è facile entrare ed accedere ai negozi, non ci sono gradini evidenti che bloccano il passaggio e il pavimento è piatto e privo di dossi. Un piacere per la “guida”.

Altra riflessione in piazza del Popolo, dove ci sono due corsie spianate e perfette per chi è sulla sedia a rotelle. E pare proprio che siano di gran lunga preferite anche da chi sta sulle sue gambe e ha i tacchi. Forse si può unire il bello al funzionale? Ad architetti e designer l’ardua sentenza. Scontata.

Parentesi su via Zefferino re. Una persona sulla sedia a rotelle non può arrivare alla farmacia e poi proseguire per la piazza, per via dell’assenza di accessi. Deve tornare indietro fino a metà strada, attraversarla e risalire dal portico di destra. Cose banali per chi non ha limiti, ma sulle due ruote i tempi e le distanze si dilatano: nel test ci sono voluti 16 minuti e molta fatica per andare dalla Barriera alla piazza, anche perché corso Mazzini pende verso il centro e il selciato non è uniforme. Via Zefferino re è da fare solo sotto i portici: al centro bisogna affrontare un rally, ma sotto il portico ci si deve cimentare in slalom tra chi è ipnotizzato dalle vetrine e non accenna a spostarsi.

Le dimensioni contano: uno scalino di appena un centimetro diventa pericoloso, perché blocca la carrozzina e c’è il rischio serio di cadere. Chi ha fatto il test ha schiena e gambe funzionanti, e quindi si bilanciava. Ma non vale per chi è davvero disabile.

Le persone sembrano pensare: «Se lo vedi, lo eviti». Ma quando si è sotto la linea dello sguardo, la gente non ti nota. Esempio: in piazza del Popolo diverse persone sostano davanti alle passerelle vicine alle vetrine, che agevolano il passo per chi deve spingersi; ma la prassi è fingere di non vedere. Meglio concentrarsi sui capi in vendita.

Girare in carrozzina con la pioggia è da bollino rosso; durante il mercato il bollino diventa nero.

Risultato del giorno dopo il test: schiena indolenzita dai fianchi alle spalle. Braccia, spalle e coscia sinistra indolenzite, dita doloranti, graffio nell’indice sinistro dovuto a urto con muro. Una giornata splendida.

 

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