Domenica 25 Settembre 2016 | 02:16

IL GIALLO I SOGLIANO

Ricerca dei resti di un rapito nel 1986

Alcune ossa sembrano umane: adesso si attende la prova scientifica e poi il dna

 Ricerca dei resti di un rapito nel 1986

GINESTRETO DI SOGLIANO. Per tre giorni a cercare ossa umane in un pozzo profondo una decina di metri in una casa disabitata e isolata nella frazione soglianese. Con un nome ben impresso in testa: quello di Alessandro Fantazzini, rapito ad Anzola, nel bolognese, il 19 gennaio 1986 e mai ritornato a casa, nonostante il pagamento di un riscatto di due miliardi di vecchie lire.

 

La ricerca delle squadre del Saf dei vigili del fuoco di Forlì, davanti ai carabinieri del Nucleo investigativo di Forlì e quelli di Sogliano, e alla pm Lucia Spirito che è rimasta sul posto per parecchie ore, ieri hanno dato esiti “minori” rispetto alla giornata precedente. Nel senso che le ossa recuperate ieri erano in gran parte di animali, anche se c’è la possibile testa di una tibia. Invece nella giornata precedente erano state trovate altre ossa, probabilmente umane. E questo spiega l’accorrere sul posto del magistrato.

Ma cosa cercavano gli inquirenti e perchè? Ancora non c’è nessuna versione ufficiale, ma pare che qualcuno - non si sa se perchè pentito o in punto di morte e neppure se lo abbia fatto direttamente o per interposta persona - abbia “sussurrato” il luogo dove sarebbe stato nascosto il corpo della vittima di un rapimento di 28 anni fa.

Di qui la ricerca delle ossa. Che sarebbero state trovate, anche se non tali da comporre uno scheletro umano. Ad esempio, non risultano rinvenute parti di cranio. Quello di ieri a Ginestreto non sarebbe però l’unico sito indicato ai carabinieri e quindi ci potrebbero essere ulteriori ricerche. Difficilmente potranno avvenire oggi e a quanto pare non si tornerà per ora nel pozzo di Ginestreto.

La casa è nella frazione dove abitava la famiglia di Mario Moro, che ebbe a che fare con il sequestro dell’imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini e che morì in carcere tre mesi dopo la sparatoria in cui rimase ucciso l’agente dei Nocs Samuele Donatoni e in cui lo stesso Moro fu ferito. Adesso ci sono un cimitero e una chiesa abbandonati. Nel campanile furono anche trovati dei soldi del sequestro Soffiantini. Dietro la chiesa, una casa abitata e poche centinaia di metri dopo c’è una strada sterrata, chiusa da una sbarra, che corre su un crinale. In fondo, a circa 700 metri, una casa disabitata con alle spalle il pozzo dove sono stati trovati i resti.

E adesso? La prassi vuole che si proceda con le indagini scientifiche innanzitutto per stabilire se si tratti di ossa umane o animali, anche se qualcuna sarebbe stata riconosciuta dal medico legale. Poi, se ci sarà la conferma che si tratta di resti di uomo, si dovrà passare all’indagine sul dna, da mettere a confronto con quello di qualche congiunto. Dopo la morte dei genitori di Fantazzini, lo si potrà confrontare con quello della sorella Elisabetta.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000