CESENA

Sgridata dalla madre, 17enne di Cesena minaccia di buttarsi dal terzo piano, salvata dagli agenti di polizia

La giovane aveva reagito in maniera autolesionistica dopo un diverbio in casa

22/08/2018 - 07:50

Sgridata dalla madre, 17enne di Cesena minaccia di buttarsi dal terzo piano,  salvata dagli agenti di polizia

CESENA. Ha minacciato la madre di buttarsi dalla terrazza della camera da letto al terzo piano del palazzo in cui vive. Lo avrebbe fatto davvero se non l’avessero “acchiappata al volo” gli uomini della Volante del Commissariato: intervenuti su richiesta di una preoccupatissima madre. È successo ieri mattina in centro. Non aggiungiamo altro sulla zona e sulle caratteristiche dei protagonisti della vicenda per non rendere identificabile la protagonista di questa vicenda: una ragazzina di appena 17 anni, pronta ad uccidersi pur di ribellarsi a quelli che percepisce come diktat dei genitori.

Una giovane con problemi comportamentali. Droghe da assumere e qualche compagnia sbagliata... La madre si è accorta di cosa le stava accadendo. Giustamente l’ha punita.

«Tu certa gente non la devi vedere. Certe cose non le devi fare. Adesso resti chiusa in casa». È grosso modo il tenore della sgridata alla figlia adolescente. Ciò che la genitrice non poteva immaginare è stato il tipo di reazione della ragazzina.

«Adesso io mi chiudo in camera. Se qualcuno si avvicina mi ammazzo».

Con davanti la porta chiusa della camera da letto della figlia, quelle minacce erano suonate plausibili alla madre: che ha chiesto aiuto. Sul posto sono arrivati sia i vigli del fuoco che una volante dal Commissariato.

Per arrivare alla camera da letto della ragazzina sono dovuti passare dall’esterno. Si sono arrampicati fino al terzo piano e son o letteralmente balzati all’interno delle pertinenze domestiche della giovane, passando dagli appartamenti a fianco.

La 17enne, alla vista delle divise, ha cercato di dare corpo alle minacce che aveva fatto alla madre di uccidersi. I poliziotti l’hanno letteralmente bloccata. E consegnata alle cure di un’ambulanza del 118 che, trasferitala al Bufalini, ha a sua volta messo la giovane nelle mani di specialisti medici: per darle modo di calmarsi, riprendersi e riflettere sull’insano gesto che intendeva compiere.

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