CESENA

"Caporali" sfruttavano distributori di pubblicità porta a porta

Denunciati dalla Finanza per aver sfruttato i connazionali controllandone anche i movimenti col gps

18/07/2018 - 12:43

"Caporali" sfruttavano distributori di pubblicità porta a porta

CESENA. La Guardia di Finanza di Cesena ha scoperto un'organizzazione che sfruttava pachistani per l’attività di distribuzione di volantini pubblicitari effettuata in diverse province della regione Emilia Romagna. A capo del gruppo criminale vi erano 3 connazionali, appartenenti ad uno stesso nucleo familiare, che avevano costituito delle ditte individuali che reclutavano i lavoratori, privi di regolare contratto e anche in un caso del permesso di soggiorno, per l’attività di volantinaggio. Le indagini svolte dal Reparto della Guardia di Finanza nell'ambito di un procedimento penale aperto presso la Procura della Repubblica di Forlì hanno permesso di documentare lo sfruttamento cui erano sottoposti i numerosi cittadini pachistani costretti a vivere, in condizioni igienico-sanitarie precarie, in un’abitazione di Gambettola presa in affitto dai "caporali". Per poter soggiornare ammassati in quell'appartamento i lavoratori pagavano un canone di locazione mensile (tra i 100 ed i 200 euro) che veniva detratto dalla paga mensile. Tutti venivano poi sottoposti a continua sorveglianza da parte dei "caporali" attraverso sistemi di localizzazione satellitare (gps) dei cellulari che ne monitoravano tutti gli spostamenti, limitandone in questo modo la libertà personale. Al termine delle indagini è stato anche dimostrato che i "caporali" erano in realtà dei dipendenti di altre società operanti nel Riminese per le quali reclutavano quotidianamente distributori di volantini e per le quali emettevano fatture per operazioni inesistenti, quantificate in oltre 1,9 milioni di euro. Complessivamente sono stati denunciati 8 persone che rispondono, a vario titolo, dei reati di natura tributaria e di sfruttamento della manodopera lavorativa; eseguite anche attività di natura fiscale che hanno portato alla rilevazione di violazioni connesse all'emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,9 milioni di euro e all'individuazione di 9 dipendenti "in nero".

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