SAN MAURO MARE

Lavori contro i rumori: il Tequila chiude in attesa dei controlli

C’è una ordinanza comunale che prevede lo stop a mezzanotte. «Non possiamo far venire i ragazzi e poi sbattere loro le porte in faccia così presto»

22/05/2018 - 15:32

Lavori contro i rumori: il Tequila chiude in attesa dei controlli
SAN MAURO MARE. Tre quarti di rabbia, un quarto di burocrazia, una spruzzata di scoramento e di poca chiarezza per il futuro: sono gli ingredienti del cocktail che il Tequila Blues si appresta a servire per l’estate che si appresta a cominciare.
Lo storico locale notturno a due passi dal mare ormai di notturno rischia di avere poco o niente: c’è da tempo una ordinanza del Comune che prevede la chiusura a mezzanotte. Ma a vestire gli abiti di Cenerentola la famiglia Colombari, proprietaria del locale aperto già da 26 anni, non ha nessuna intenzione.
Locale chiuso
Quindi meglio tenere chiuso, come è stato fatto domenica sera, piuttosto che aprire il bar alle 20, riempirlo dopo le 23 e dover mandar via i clienti dopo una manciata di minuti. Come è stato fatto sabato sera, quando si è presentata una pattuglia della polizia municipale per controllare che si chiudesse nell’orario stabilito dall’ordinanza di fine anno scorso. Anche se di turisti in questo periodo ce ne sono davvero pochini.
La solidarietà
La chiusura di domenica sera e il cartello con scritto “Game over” che campeggia davanti al locale hanno fatto scattare una ridda di commenti sui social network, con tanta gente che esprime solidarietà e parecchi che si sono messi a disposizione per organizzare iniziative in favore del locale. E la solidarietà pare arrivare anche dagli altri commercianti della località balneare: allo studio una serata con le serrande dei negozi abbassate per protestare contro la decisione della chiusura anticipata del Tequila.
La questione
Il problema dei rumori nella zona attorno al Tequila è in piedi da anni. Sono arrivate segnalazioni alla polizia municipale e all’Arpa da parte di proprietari di appartamenti della zona, che affittano a turisti. E addirittura una denuncia penale per disturbo della quiete pubblica. Nel mirino la musica, ma soprattutto gli avventori che stanno all’esterno del locale. I rilievi di Arpa, effettuati nel 2016, avevano evidenziato un superamento del limite consentito. I proprietari del locale hanno fatto alcuni lavori, come il limitatore di decibel all’impianto musicale, ma i nuovi controlli di Arpa nell’agosto 2017 hanno rilevato lo sforamento della rumorosità dovuto agli avventori all’esterno. «Uno sforamento irrisorio, di 8 decibel, dovuto a persone che erano fuori dal locale e non alla musica», spiegano Stefano e Fulvio Colombari, padre e figlio, proprietari e gestori del Tequila. Comunque il Comune ha emesso l’ordinanza che limita l’apertura del locale fino a mezzanotte. Il provvedimento rimane in vigore fino a quando il locale non presenterà un nuovo piano di impatto acustico, che dovrà essere valutato da Arpa.
Il nuovo piano anti rumori
I lavori per ridurre i rumori sono stati fatti per tempo. Pannelli fonoassorbenti sui soffitti per non far salire il rumore, spesse tende di materiale plastico che “impacchettano” il locale e che dovrebbero lasciar trapelare meno rumori. oltre il limitatore di decibel già messo in funzione la scorsa estate. Solo quest’anno la spesa è stata di circa 20mila euro per poter lavorare in tranquillità. Solo che devono chiudere ancora a mezzanotte perché nessuno è andato a verificare i lavori fatti.
«Abbiamo presentato il piano al Comune alla fine di febbraio. Gli uffici lo hanno girato ad Arpa. Sono passati quasi tre mesi e ancora non abbiamo saputo nulla».
Intanto la stagione è praticamente già iniziata. «Per noi sì. È adesso che si gettano le basi per una proficua estate. E a noi ci tocca stare chiusi, perché non possiamo far venire i clienti da fuori paese e poi chiuder loro le porte in faccia a mezzanotte».
Nubi sul futuro
Quindi game over? La speranza è che il buon senso prevalga e che si trovi una soluzione. Magari basterebbe controllare se i lavori fatti sono sufficienti. La famiglia Colombari ha ancora voglia di lottare per il suo locale. «La situazione è in continuo divenire, non sappiamo cosa succederà il giorno dopo. Certo che lavorare così è una gran fatica, ma vorremmo andare avanti con un locale aperto da 26 anni e che porta in paese gente dall’entroterra». C’è comunque anche un lato positivo: «La tanta solidarietà da parte dei commercianti del paese e dei nostri clienti ci ha fatto un enorme piacere».
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