CESENATICO

La ex dipendente dietro al furto in un bar: denunciati in tre

La polizia municipale è riuscita a identificarli dopo una lunga indagine

31/03/2018 - 19:03

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Foto di repertorio

CESENATICO. Al termine di una lunga e complessa indagine, 3 giovani sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria in stato di libertà. I tre sono accusati di concorso in furto aggravato. Uno di loro anche di resistenza a pubblico ufficiale e di simulazione di reato. La sera dello scorso 6 dicembre una pattuglia dell'Unità Antidegrado (Servizio associato polizie municipali di Cesenatico e Unione Rubicone-mare) si trovava nei pressi della stazione ferroviaria di Cesenatico; alle 22 gli agenti notavano due uomini salire di corsa su un'automobile posteggiata nelle vicinanze ed avviarsi in tutta fretta: insospettiti si sono quindi avvicinati al veicolo ed hanno intimato l'alt. Per tutta risposta il conducente ha accelerato, fuggendo a tutta velocità. Si è così originato un inseguimento a sirene spiegate, durato alcuni minuti, nelle strade del centro storico di Cesenatico, durante il quale i fuggitivi effettuavano manovre pericolosissime ad alta velocità, senza riuscire però a seminare la pattuglia. L'auto con i fuggitivi infine ha imboccato una strada senza uscita: qui i due uomini a bordo hanno abbandonato il veicolo, uscendo dall'abitacolo e continuando la fuga a piedi, disperdendosi. Gli agenti trovavano nella vettura un paio di guanti, un passamontagna ed una scatola contenente varie centinaia di euro in contanti che hanno subito capito essere il provento di un furto. L'automobile e quanto trovatovi a bordo veniva posto sotto sequestro. Controllando in zona, hanno poco dopo trovato la porta del bar DolceAmaro socchiusa. Veniva avvisata quindi la titolare, con la quale veniva constatato l'avvenuto furto del fondo cassa, circa 2.000 euro, contenuto - appunto - nella scatola trovata nell'auto scappata. Nel frattempo giungeva la telefonata del proprietario della vettura, un santarcangiolese, che ne denunciava il furto. Prendevano così avvio indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Messina, che hanno avuto subito un indirizzo preciso, dato che la porta della pasticceria risultava essere stata aperta senza effrazione e che il fondo cassa rubato era occultato in un luogo distante dal banco e dal registratore di cassa che poteva essere noto solo a pochi. Sono stati pertanto profilati tutti i dipendenti e gli ex-dipendenti del pubblico esercizio, dei quali si sono scandagliati i profili sui social network, verificate le amicizie, le frequentazioni, gli alibi. Sono state altresì effettuate analisi tecniche sulla vettura e sulla refurtiva, nonché analisi dei tabulati del traffico telefonico registrato in zona all'ora del fatto. Sono state sentite varie persone. Al termine dell'indagine si è così scoperto che il furto era stato organizzato da una ex-dipendente del bar e dal suo fidanzato al quale questa aveva fornito le chiavi della porta (di cui si era fatta una copia). Questi aveva agito con un complice - il proprietario della vettura fuggita - il quale, per "coprirsi" dopo la fuga, aveva poi falsamente denunciato ai carabinieri di aver subito il furto dell'auto. 

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