CESENA

Villa bruciata sotto sequestro, danno da più di un milione

30/01/2018 - 13:25

Danno da più di un milione

I sigilli alla zona dell'incendio

CESENA. Tempo tecnico di escludere (anche se soltanto al 99% e non del tutto) che non vi fossero vittime intrappolate all’interno.
Poi i tecnici dei vigli del fuoco di Cesena e la Polizia Scientifica del Commissariato di via Don Minzoni hanno dovuto (temporaneamente) alzare bandiera bianca.
Sul caso dell’incendio doloso scoppiato nella notte tra sabato e domenica (alle 3.30 circa) in una villa di pregio disabitata sulle pendici di via Dei Cappuccini, per ora non è possibile indagare più a fondo. Motivo: quando i tecnici stavano cercando di entrare all’opera all’interno dell’edificio hanno iniziato a crollare cornicioni e parte del tetto: ormai completamente compromessi dal fuoco.
Impossibile rischiare dunque: per capire le origini del rogo (o meglio cercare di capirle, visto che quasi tutto è andato distrutto all’interno della villa) servirà attendere una ruspa che rimuova buona parte delle macerie e delle zone pericolanti. In maniera da scongiurare anche solo il rischio che qualcuno degli investigatori lavorando si ferisca.
L’incendio è stato dichiarato estinto soltanto alle 11.30 di ieri, quando il personale del 115 addetto allo spegnimento ha potuto abbandonare il presidio. L’area è stata transennata e posta sotto sequestro.
La villa di pregio (disabitata da 3 anni) era quasi 430 mq suddivisi in 21 vani: per un valore stimato attorno al milione e 200 mila euro. Cinque eredi della famiglia d’origine proprietaria (Gazzoni) avevano deciso di porla all’asta. Che si sarebbe dovuta tenere tra poco tempo. Certamente, ora, il valore dell’immobile, da ricostruire del tutto, si è abbassato. E questo muove gli investigatori a cercare di capire chi eventualmente potesse avere interesse a che ciò avvenisse.
Dai risconti fatti dagli investigatori (quelli possibili finora) è stato per adesso sancito soltanto che la porta principale dello stabile era aperta prima dell’incendio.
Da stabilire dunque anche “se” e “chi” stesse usando quell’edificio (chiuso da tre anni) per dormirci di nascosto. Tra i tanti senza tetto che si muovono per Cesena. Nemmeno la pista di un “tentativo di scaldarsi” finito con l’incendio (in questo caso colposo) è stata per ora abbandonata. Il lavoro di rimozione delle macerie (l’interno della villa era pieno di mobili e masserizie) sarà lungo e dovrà essere meticoloso per cercare di scoprire come il fuoco si sia impadronito di tutto in poco tempo e nel cuore della notte.

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